La Corsa alla Presidenza della Federal Reserve: i Candidati di Trump e lo Scontro con Powell

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Flavio Ferrara - Consulente Finanziario Indipendente

Al 22 gennaio 2026, il processo di selezione per il successore di Jerome Powell alla guida della Federal Reserve è entrato nella fase decisiva. Durante il World Economic Forum di Davos del 21 gennaio, il presidente Donald Trump ha dichiarato di aver ormai ristretto la scelta a pochissimi nomi, lasciando intendere che la decisione sia già stata presa, pur evitando di rivelare il candidato. La ricerca del profilo ideale è stata coordinata dal Segretario al Tesoro Scott Bessent, che in passato era stato a sua volta considerato un possibile aspirante alla carica.

I Quattro Finalisti: chi sono i favoriti?

La rosa dei candidati include economisti, investitori di Wall Street ed ex o attuali funzionari della Fed. Questi sono i profili che hanno superato le selezioni finali.

Kevin Warsh – il favorito dei mercati
Kevin Warsh è un ex membro del Board della Federal Reserve, dove ha operato dal 2006 al 2011, diventando una figura chiave durante la crisi finanziaria globale.
I suoi punti di forza includono una reputazione solida a Wall Street e la piena fiducia del Segretario al Tesoro Scott Bessent. È considerato il candidato capace di preservare l’indipendenza della Fed mantenendo al tempo stesso un dialogo fluido con l’amministrazione Trump, una combinazione vista come rassicurante dai mercati finanziari.

Christopher Waller – l’opzione tecnocratica
Christopher Waller è un attuale governatore della Federal Reserve, con un lungo passato accademico e di ricerca all’interno del sistema Fed di St. Louis. È apprezzato dagli amministratori delegati e dagli operatori finanziari per la sua competenza tecnica e per il suo approccio basato sui dati. Di recente ha sostenuto la necessità di ridurre i tassi di interesse senza apparire politicamente allineato alla Casa Bianca, rappresentando così una forma di continuità istituzionale con credibilità interna.

Rick Rieder – l’outsider dei mercati privati
Rick Rieder è Chief Investment Officer del Global Fixed Income di BlackRock, dove gestisce portafogli obbligazionari per migliaia di miliardi di dollari. Trump lo ha definito “molto impressionante” dopo averlo incontrato, lodandolo pubblicamente a Davos. Rieder porta una visione fortemente orientata ai mercati, sostenendo che l’intelligenza artificiale avrà un impatto strutturalmente disinflazionistico e che la Fed deve evitare di irrigidire troppo la politica monetaria a scapito dell’occupazione.

Kevin Hassett – il fedelissimo, ormai fuori gioco
Kevin Hassett, attuale direttore del Consiglio Economico Nazionale, è stato per anni uno dei principali economisti di Trump e un sostenitore convinto delle sue politiche fiscali. Tuttavia, il presidente ha indicato di volerlo mantenere nel suo attuale ruolo, escludendolo di fatto dalla corsa alla presidenza della Fed. Questo lo rende il candidato più politico ma anche il meno probabile.

Un clima di tensione istituzionale

La scelta del nuovo presidente della Federal Reserve avviene in un contesto di forte conflittualità tra la Casa Bianca e la banca centrale. I rapporti tra Trump e Jerome Powell, già deteriorati durante il primo mandato, si sono ulteriormente inaspriti dopo il ritorno di Trump alla presidenza nel novembre 2024 e per tutto il 2025.

Le frizioni includono pressioni dirette sui membri del FOMC, minacce pubbliche di rimozione di Powell e un tentativo di estromettere la governatrice Lisa Cook, attualmente oggetto di esame giudiziario. A complicare ulteriormente la situazione si è aggiunta un’indagine del Dipartimento di Giustizia su Powell riguardante questioni amministrative interne alla Fed, che ha accelerato il dibattito sulla successione. Nonostante ciò, Powell ha ribadito che resterà in carica fino alla scadenza del suo mandato nel maggio 2026.

Cosa succederà dopo maggio 2026?

Anche se la fine del mandato di Powell come presidente è ormai certa, rimane aperta la possibilità che egli resti come semplice governatore per altri due anni. Questa scelta gli permetterebbe di continuare a influenzare le decisioni sui tassi di interesse e sulla politica monetaria, fungendo da contrappeso istituzionale a un eventuale tentativo di controllo politico della Federal Reserve da parte della Casa Bianca.

In questo scenario, la transizione alla nuova leadership non sarebbe solo un cambio di vertice, ma un vero banco di prova per l’indipendenza della banca centrale statunitense in una delle fasi più delicate della storia economica recente.

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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