Mercati Azionari: l’SP500 tra coperture violente e incertezza di mercato

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Flavio Ferrara - Consulente Finanziario Indipendente

Il mercato azionario si trova in una complessa situazione di incertezza. Recentemente, l’eccesso di pessimismo a brevissimo termine è stato punito, costringendo a un violento short covering (copertura delle vendite allo scoperto) prima del weekend del Thanksgiving e successive prese di profitto dopo il taglio dei tassi da parte della FED.

Questo movimento ha riportato l’indice SP500 a contatto con l’area pivot situata attorno a 6790, per poi chiudere venerdì 12 dicembre  6835-6840.

Mercati Azionari: situazione attuale e livelli chiave

Dopo il violento rialzo, il grafico orario è ora in eccesso di rialzo, e i copiosi acquisti sugli ETF a leva rialzista fanno prevedere una pausa in attesa delle prossime decisioni di politica monetaria della FED.

Attualmente, il risk/reward (rapporto rischio/rendimento) è tutto sbilanciato dalla parte del rischio. Le linee guida operative per l’SP500 si concentrano sui seguenti livelli pivot:

1. 6790: Questo è il primo pivot point. La sua rottura darebbe forza all’interpretazione che l’indice abbia formato un piccolo doppio top.

2. 6550-6503: Quest’area pivot ha rafforzato la sua importanza e rappresenta il vero discrimine per capire se il rialzo (leading diagonal) partito dai minimi di aprile sia effettivamente giunto al top.

3. Sopra 6920: Si avrebbe una ripresa al rialzo con un obiettivo verso 7090. Tuttavia, per ora è difficile dire se l’indice riuscirà a superare marginalmente 7000 o se farà un doppio top.

Mercati Azionari: Nasdaq 100 settore tecnologico

Si registra che il Nasdaq 100, dopo la reazione violenta da short covering dopo essere arrivato a contatto con l’area pivot fondamentale a 24250, ha nuovamente ceduto sotto la spinta delle vendite sulle azioni Oracle e Nvidia. Equilibrio precario e primi segnali di cedimento sugli indicatori di forza.

Mercati Azionari: avvisi di rischio e segnali di medio termine

Il trend di medio termine evidenzia segnali di indebolimento che non sono particolarmente confortanti, e la configurazione rimane toppish (vicina a un picco).

Due importanti avvisi permangono nell’analisi del chart settimanale:

1. Hindenburg Omen: Il segnale è incombente, essendosi ripetuto per ben sei volte (il 30 ottobre e cinque volte a novembre). Questo indicatore segnala un conflitto interno al mercato quando si verifica un numero considerevole di azioni che toccano simultaneamente nuovi massimi e minimi delle 52 settimane (entrambi superiori al 2,2% delle emissioni scambiate).

2. Elliott Wave Theory: Il movimento al rialzo da aprile ha avuto le caratteristiche di un leading diagonal (un’onda impulso composta da tre movimenti invece dei classici cinque) che ha generato un aumento del 42% in sei mesi. La teoria suggerisce che il movimento al ribasso che ne deriverà sarà rapido e molto violento. Il recente ribasso, già veloce e violento, potrebbe essere l’inizio di questo rovesciamento.

Inoltre, il contesto macro mostra che l’S&P 500, dal 1926 al 2022, ha subito un calo medio del 18,2% nei 12 mesi precedenti le elezioni di medio termine.

Mercati Azionari: leva e sentiment di mercato

La leva al rialzo rimane estremamente elevata, aumentando i rischi di improvvise prese di profitto. Questi rischi sono accresciuti dal fatto che la prossima settimana è praticamente l’ultima operativa per molti hedge fund e operatori istituzionali, portando a una riduzione della liquidità.

Prese di Profitto: Sono già avvenute significative prese di profitto, in particolare sui titoli tecnologici, con Oracle e Nvidia che hanno subito i maggiori danni.

CNN Fear & Greed Index:

L’indicatore composito ha chiuso a 42 (rispetto a 38 della settimana precedente, il 12 dicembre), riportandosi in una zona di neutralità operativa. Sempre sbilanciato il rapporto Put/Call ratio.

Rischio e Opzioni 0DTE: La propensione al rischio è molto alta, con il Put/Call ratio vicino ai minimi dell’ultimo anno. Circa il 60% del volume giornaliero di opzioni sull’S&P 500 proviene ora dalle opzioni “0DTE” (zero days to expiration). Questi strumenti, popolari tra i trader al dettaglio, sono ad alto rischio e alto rendimento e possono causare perdite sostanziali in caso di movimenti inattesi.

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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