Il 2025 segna un punto di svolta irreversibile per l’industria automobilistica globale. In Cina, quella che inizialmente appariva come una semplice transizione tecnologica si è trasformata in una vera metamorfosi strutturale del mercato. A novembre 2025, i veicoli a nuova energia (NEV) hanno raggiunto il 59,4% delle vendite totali, relegando i motori a combustione interna a una minoranza strutturale. Questo passaggio ha innescato una competizione esistenziale, che molti analisti descrivono come l’inizio dell’era del “rimodellamento” dell’industria automobilistica.
Il sorpasso storico: BYD detronizza Tesla
L’evento simbolo del 2025 è il sorpasso globale di BYD, che ha ufficialmente superato Tesla come primo venditore mondiale di veicoli elettrici. Entro la fine di novembre 2025, il gruppo di Shenzhen ha superato i 2 milioni di BEV venduti.
Il vantaggio competitivo di BYD deriva dalla sua integrazione verticale spinta: circa il 75% dei componenti è prodotto internamente, inclusi semiconduttori e le batterie Blade. Questo consente un vantaggio di costo stimato intorno al 30% rispetto ai competitor occidentali, permettendo a BYD di presidiare ogni fascia di prezzo, dalle city car come la Seagull fino ai SUV premium.
Il rovescio della medaglia è evidente: per difendere le quote di mercato, BYD ha accettato una contrazione degli utili del 29,9%, sacrificando la redditività di breve periodo a favore di una strategia di dominio industriale.
Tesla: la strategia della resistenza
Tesla si trova oggi in una posizione ambigua. Pur mantenendo volumi rilevanti, la sua quota di mercato in Cina è scesa del 7,4% nel 2025. La guerra dei prezzi, avviata dalla stessa Tesla nel 2023, si è rivelata un’arma a doppio taglio: i produttori cinesi hanno risposto con riduzioni di prezzo ancora più aggressive.
Per contenere l’erosione competitiva, Tesla ha adottato una strategia difensiva articolata:
• Aggiornamenti di prodotto, con il restyling della Model Y “Juniper” e la versione “L” a passo lungo, pensata per le famiglie cinesi;
• Incentivi finanziari, tra cui finanziamenti a tasso zero fino a cinque anni e sussidi assicurativi;
• Scommessa sul software, puntando sul Full Self-Driving (FSD) come leva di recupero nel 2026, dopo l’esclusione iniziale dalle prime autorizzazioni cinesi per la guida autonoma di Livello 3.
L’ascesa dei giganti tecnologici: Xiaomi e Huawei
Il 2025 segna l’ingresso definitivo nel settore auto di colossi nati nell’elettronica di consumo. Xiaomi ha sorpreso il mercato producendo 500.000 veicoli in meno di due anni. Il SUV YU7 è stato ribattezzato “Tesla killer” dopo aver superato le vendite della Model Y nell’ottobre 2025. Il suo punto di forza è l’integrazione totale tra smartphone, ecosistema domestico smart e automobile.
Huawei, invece, segue un modello diverso: non produce direttamente veicoli, ma guida l’alleanza HIMA, fornendo software, chip e sistemi intelligenti ai partner industriali. Il SUV di lusso Aito M9 è diventato il modello più venduto in Cina sopra i 500.000 yuan, superando marchi storici come BMW e Mercedes-Benz.
La crisi dei marchi tradizionali e il fenomeno del “neijuan”
Mentre i brand cinesi hanno raggiunto una quota di mercato del 71,5%, i costruttori storici occidentali e giapponesi sono in forte difficoltà. Volkswagen e Toyota faticano a intercettare i consumatori più giovani, che ormai percepiscono l’auto come un’estensione della propria identità digitale e del proprio ecosistema tecnologico.
Questa competizione estrema ha però generato il fenomeno del neijuan, una spirale di competizione autodistruttiva. Con una capacità produttiva stimata in 20 milioni di veicoli contro una domanda interna di circa 13 milioni, molte aziende vendono in perdita per mantenere operative le fabbriche. Il risultato è stato il fallimento di startup un tempo promettenti come Neta e WM Motor.
Espansione globale e innovazione infrastrutturale
Per sfuggire alla saturazione del mercato domestico, i produttori cinesi stanno accelerando l’espansione internazionale verso Messico, Sud-est asiatico ed Europa. Per aggirare i dazi, adottano strategie di glocalizzazione, aprendo impianti produttivi in Ungheria, Turchia, Spagna e Brasile.
Sul piano tecnologico, la Cina guida anche l’evoluzione infrastrutturale:
• Guida autonoma: concessione delle prime licenze di Livello 3 a marchi domestici come Changan;
• Battery swap: NIO ha consolidato il sistema di sostituzione rapida delle batterie (meno di tre minuti), superando 90 milioni di scambi cumulativi, riducendo drasticamente l’ansia da ricarica.
