Il Giappone è in testa mentre si allentano i nervosismi sui bond e aumentano le scommesse sui tagli della Fed

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Flavio Ferrara - Consulente Finanziario Indipendente

Le azioni giapponesi hanno registrato un forte rialzo in un contesto di maggiore tranquillità nei mercati obbligazionari globali, mentre i dati macroeconomici più deboli dagli Stati Uniti e le aspettative in crescita di un imminente taglio dei tassi da parte della Federal Reserve hanno mantenuto gli operatori concentrati sulla direzione dei rendimenti e delle valute.

Il Nikkei 225 è stato il migliore tra i listini asiatici, con un balzo del 2,2%, sostenuto dal ritorno della calma nel mercato dei titoli di Stato giapponesi e dall’impennata di quasi il 12% del produttore di robot Fanuc. Il movimento ha contribuito ad allentare il nervosismo generato dal recente sell-off sui JGB a lunga scadenza, responsabile della volatilità che aveva travolto anche i mercati obbligazionari globali.

Cosa significa questo?

Il punto di svolta è arrivato dall’asta dei titoli di Stato giapponesi trentennali, che ha registrato la domanda più robusta degli ultimi sei anni, spingendo il rendimento del 30 anni al ribasso di 4 punti base, fino al 3,38%.
Secondo gli strateghi di Mizuho, il sell-off precedente aveva reso le scadenze ultralunghe sufficientemente convenienti da attirare nuovi acquirenti, anche se la fiducia rimane fragile e serviranno diverse aste positive per consolidare una vera stabilizzazione.

La reazione azionaria è stata immediata: il Giappone ha sovraperformato l’intera Asia, mentre l’indice MSCI Asia-Pacifico ex Giappone è rimasto sostanzialmente piatto, penalizzato da Corea del Sud e Nuova Zelanda.

Sul fronte valutario, gli operatori hanno valutato con attenzione un’indiscrezione Reuters secondo cui la Bank of Japan potrebbe essere pronta ad alzare i tassi già a dicembre, una mossa che il governo sarebbe disposto a sostenere. Lo yen ne ha beneficiato, risalendo lievemente contro il dollaro, stabilizzatosi intorno a 155,3 yen.

Perché dovrebbe interessarmi?

Per i mercati: le obbligazioni battono ciglio, le azioni colgono l’antifona

Gli asset rischiosi globali dipendono sempre più dalle aspettative sui tassi e dalla sensibilità del mercato obbligazionario, molto più che dagli utili aziendali.

Negli Stati Uniti, un insieme di dati più deboli – tra cui la più forte contrazione delle buste paga private in oltre due anni e mezzo, e un’indagine ISM sui servizi che segnala calo dell’occupazione e prezzi pagati ai minimi di sette mesi – ha sostenuto l’inaspettato rally azionario:

  • il Russell 2000 è salito dell’1,9%
  • l’S&P 500 ha chiuso in rialzo

I future sui Fed Funds ora prezzano una probabilità dell’89% di un taglio dei tassi da 25 bps nella riunione della Fed della prossima settimana, in aumento rispetto all’83% di pochi giorni fa. Molti economisti, tra cui ANZ, invocano apertamente un ulteriore allentamento per contrastare l’indebolimento del mercato del lavoro.

Parallelamente, l’indice del dollaro è risalito dello 0,1% a 98,99, interrompendo una serie di nove sedute consecutive di calo.
Il rendimento del Treasury decennale è salito al 4,08%, sostenuto anche dall’incertezza politica sulla futura leadership della Fed e sul potenziale orientamento del prossimo presidente in materia di politica monetaria.

Il quadro generale: crescita in evoluzione, punti di riferimento in evoluzione

L’attuale mix – dati USA più deboli, stabilizzazione dei JGB, movimenti valutari incoerenti – riflette un sistema globale in cui nessun mercato domina il sentiment.

  • Lo yuan offshore è sceso dello 0,1% a 7,064 per dollaro, pur rimanendo vicino ai massimi annuali.
  • Il dollaro australiano si è rafforzato grazie al balzo della spesa delle famiglie e al surplus commerciale sostenuto dall’export di oro.

I metalli preziosi, protagonisti nei mesi precedenti, si sono raffreddati:

  • argento -2,2% dopo i massimi storici
  • oro -0,6% a circa 4.180 dollari

Il petrolio Brent è rimbalzato intorno a 62,94 dollari, segnalando un sentiment più costruttivo sulle materie prime.

Il quadro disegna una transizione: da una fase dominata dal rischio inflazione a una narrativa centrata su crescita, politica monetaria e divergenze regionali, con il Giappone – tramite bond e valuta – finalmente tornato a svolgere un ruolo da protagonista.

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Flavio Ferrara - Consulente Finanziario Indipendente
Flavio Ferrara
Flavio Ferrara
Consulente Finanziario Indipendente (delibera numero 2046 del 25/10/2022 con matricola n. 631131). Da sempre interessato alla finanza, ha dedicato gli studi nell'analisi tecno-grafica e nell'analisi fondamentale dei Mercati Finanziari. Laureato in Scienze Economiche, ha frequentato diversi corsi di specializzazione tra i quali un Master in Corporate Finance e un corso in Value Investing. Spinto dagli studi e dalla specializzazione in Finanza, ha deciso di iscriversi all’esame OCF, superato con successo, e diventare un Consulente Finanziario Indipendente. La sua esperienza non solo teorica è a disposizione per assistere le persone nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari. Sostiene il concetto di una sana pianificazione finanziaria, in cui gli investitori ottengono rendimenti attraverso il valore creato nell’economia reale.

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