Il mercato del lavoro statunitense continua a inviare segnali misti. I dati più recenti indicano una ripresa delle assunzioni nel settore privato, ma allo stesso tempo emergono elementi di fragilità che mettono in discussione la solidità del ciclo occupazionale, soprattutto in alcuni segmenti chiave dell’economia.
Dati ADP: Crescita delle Assunzioni, ma Rimbalzo Debole
Nel mese di ottobre, secondo il report ADP, le aziende private hanno creato 42.000 nuovi posti di lavoro, un risultato superiore alle stime del consenso Dow Jones (+22.000). Il dato rappresenta un’inversione rispetto a settembre, quando era stato registrato un calo netto di 3.000 posizioni.
Tuttavia, la ripresa resta modesta: la crescita media dell’occupazione privata nel 2025 si è attestata attorno a 60.000 unità mensili, ma la seconda metà dell’anno ha mostrato un rallentamento significativo. ADP sottolinea che siamo molto lontani dai livelli di assunzioni registrati nella fase post-pandemica e che il trend resta fragile.
Settori Trainanti e Settori in Recessione
Il saldo occupazionale positivo di ottobre deriva da pochi comparti specifici:
| Settore | Variazione posti di lavoro |
|---|---|
| Commercio, trasporti, utilities | +47.000 |
| Istruzione e sanità | +26.000 |
| Servizi finanziari | +11.000 |
Al contrario, diversi settori hanno continuato a perdere occupazione:
- Informazione: –17.000 posti, un dato paradossale in pieno boom dell’AI
- Servizi professionali e business services: –15.000
- Manifatturiero: –3.000, nonostante i dazi reindustrializzanti
Il settore industriale resta uno dei più deboli: gli incentivi tariffari non sono finora riusciti a produrre un vero reshoring di occupazione.
Il Punto Critico: La Debolezza delle Piccole Imprese
Nela Richardson (Chief Economist, ADP) ha evidenziato il nodo centrale: le piccole imprese stanno rallentando le assunzioni più velocemente delle grandi aziende. Eppure, sono proprio loro a generare circa il 75% dei nuovi posti di lavoro nel settore privato.
Questa fragilità è uno dei fattori che spinge gli analisti a parlare di “ripresa tiepida” e non di ciclo espansivo.
Salari: Crescita Stabile ma non più Accelerata
La crescita salariale annua resta sostanzialmente invariata:
- +4,5% per chi resta nella stessa azienda
- +6,7% per chi cambia lavoro
Il dato è stabile da oltre 12 mesi, segnale che la dinamica salariale si sta normalizzando e che l’equilibrio domanda-offerta sul mercato del lavoro sta raffreddandosi.
Assenza dei Dati Ufficiali: Lo Shutdown Oscura il Quadro
Il blocco temporaneo delle attività del Bureau of Labor Statistics (BLS) ha sospeso la pubblicazione dei dati ufficiali su payroll e JOLTS. In loro assenza, la Fed e gli economisti si stanno affidando a indicatori alternativi:
- Indeed Job Postings Index
→ minimi da febbraio 2021 (101,9) - ISM Manifatturiero – Employment Index
→ 44,4 (sotto 50 = contrazione occupazionale) - JOLTS (ultimo dato, agosto)
→ 7,23 milioni di posti vacanti, –7% da inizio anno
Il quadro composito evidenzia un mercato del lavoro in rallentamento strutturale.
La Reazione della Federal Reserve
La debolezza occupazionale è stata determinante nella scelta del FOMC di tagliare i tassi di 25 punti base, portando i Fed Funds al range 3,75%–4,00%. Secondo la governatrice Lisa Cook, il rischio principale non è più l’inflazione, ma l’erosione della domanda di lavoro.
Gli economisti stimano che, se i dati BLS fossero stati pubblicati, avrebbero mostrato:
- –60.000 posti di lavoro a ottobre
- tasso di disoccupazione al 4,5%
Per la Fed, il mercato del lavoro ha smesso di essere “troppo forte” e sta diventando una possibile fonte di instabilità.
