L’indice SP500 è arrivato alla resistenza chiave di 6785 sull’onda di un violento short covering

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Flavio Ferrara - Consulente Finanziario Indipendente

Con il forte rialzo della seduta di ieri, l’indice S&P 500 ha recuperato integralmente la perdita registrata dal massimo di giovedì 20 dicembre, raggiungendo la resistenza tecnica chiave a 6785. Il movimento è stato alimentato da un violento short covering, riflettendo la chiusura accelerata delle posizioni ribassiste aperte nella settimana precedente.

Parallelamente, la curva dei rendimenti USA ha accentuato il movimento di bull flattening, riportando il rendimento del Treasury decennale sotto il 4%. Un comportamento analogo è emerso sul future del BTP 10 anni, tornato in fase di risalita dopo settimane di pressioni ribassiste.

Grafico giornaliero obbligazionario USA 10 anni
Grafico giornaliero obbligazionario USA 10 anni

Questo contesto riflette un disallineamento evidente: gli investitori istituzionali statunitensi risultano ancora sottopesati sulla parte lunga della curva, mentre gli investitori esteri hanno accumulato acquisti approfittando della debolezza del dollaro. Al tempo stesso, il ricalibramento delle aspettative macro—alimentato dai timori di un’economia più fragile nel 2026—sta intensificando il bull flattening in vista della possibilità di un taglio dei tassi da parte della Fed, complice il rischio crescente di attivazione della Sahm Rule.

La Sahm Rule e il timore di un segnale recessivo

La Sahm Rule identifica l’inizio di una recessione quando la media mobile a tre mesi del tasso di disoccupazione sale di almeno 0,50 punti percentuali rispetto al minimo degli ultimi 12 mesi.
Non è necessario un livello assoluto alto di disoccupazione: basta che la velocità di aumento superi la soglia critica.

Storicamente, questo indicatore ha anticipato quasi tutte le recessioni del dopoguerra con pochissimi falsi segnali.

A settembre 2025, il tasso di disoccupazione è salito al 4,4%, contro il 4,3% di agosto. Il valore della Sahm Rule è a circa 0,23, ancora sotto la soglia ma in accelerazione, ed è questo trend a preoccupare maggiormente analisti e strategi.


Short covering di breve termine e “buy the dip” persistente da parte di fondi e retail

Il recupero dell’S&P 500 avvicina nuovamente l’indice a meno del 2% dai massimi. L’impulso principale è arrivato dalla chiusura forzata delle imponenti posizioni short aperte la settimana precedente, in vista del lungo weekend del Thanksgiving e della ridotta liquidità nelle ultime sessioni (oggi chiusura anticipata alle 18 italiane e mercato semi-chiuso domani).

Il dato rilevante è il volume eccezionale delle opzioni Put su SPY del 20 dicembre: il secondo più alto di sempre. Episodi simili, storicamente, sono avvenuti in prossimità di minimi locali.

Da un lato, quindi, i trader hanno accelerato la copertura degli short: la vendita allo scoperto degli ETF è avvenuta al ritmo più rapido mai registrato.
Dall’altro, continua la strategia sistematica di buy on the dip da parte dei mutual funds e degli investitori retail, che incrementano l’esposizione azionaria a ogni correzione.

Liquidità dei fondi ai minimi ventennali

Un dato particolarmente rilevante riguarda i fondi comuni di investimento USA:

  • la liquidità è scesa all’1,2% del patrimonio totale, minimo degli ultimi 20 anni
  • inferiore al livello pre-mercato ribassista 2022 (1,5%)
  • ben lontana dal 5,3% della crisi finanziaria 2008

Le attività liquide totali sono scese a 155 miliardi di dollari, quasi ai livelli minimi osservati durante la pandemia.

Retail aggressivo con leva finanziaria

Gli investitori retail stanno utilizzando la leva per acquistare durante i ribassi:

  • i volumi di trading degli ETF azionari USA con leva hanno toccato 26 miliardi di dollari la scorsa settimana
  • il livello più alto dall’ondata post-vendite di aprile
  • terzo valore più elevato degli ultimi 5 anni e mezzo
  • più del doppio della media del 2025

Il numero di ETF con leva è salito a 701, record storico, segnalando un coinvolgimento crescente del pubblico retail nei prodotti più sensibili alla volatilità.


Sintesi operativa

È difficile prevedere se la resistenza chiave a 6785 verrà superata e se l’S&P 500 riuscirà a puntare l’area dei 7000 punti entro fine anno. Tuttavia, il quadro macro e di posizionamento manda un segnale più profondo:

  • crescono le aspettative per un’economia più debole nel 2026
  • tale scenario contrasta con le continue revisioni al rialzo sugli utili attesi delle società SP500 per il 2026
  • aumenta il rischio di earning disappointments nei prossimi trimestri

Il contesto resta caratterizzato da:

  • forte esposizione a leva degli investitori retail
  • livelli storicamente bassi di liquidità nei fondi
  • sottopeso marcato delle obbligazioni a lungo termine da parte degli investitori istituzionali

Questi elementi rendono prudente un ribilanciamento dei portafogli, con:

  • riduzione dell’esposizione azionaria
  • incremento di obbligazioni a lunga scadenza 10–15 anni, oggi una delle asset class più sottovalutate in termine di rischio/rendimento.

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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