Nell’articolo della scorsa settimana avevamo spiegato in cosa consiste lo shutdown federale e come si fosse già verificato più volte in passato senza effetti economici di lungo termine. Questa volta, però, lo scenario è diverso.
Molti membri del Federal Open Market Committee (FOMC) hanno dichiarato che la prossima decisione di politica monetaria – prevista per la metà di ottobre – dipenderà strettamente dai dati su inflazione e mercato del lavoro. Ma con lo shutdown in corso, il Bureau of Labor Statistics (BLS) non sarà in grado di pubblicare dati cruciali come i Non Farm Payrolls e il tasso di disoccupazione.
La mancanza di queste statistiche ufficiali toglie alla Fed uno degli strumenti fondamentali per calibrare le proprie scelte. A sole quattro settimane dalla prossima riunione, l’assenza di dati tempestivi aggiunge un livello ulteriore di incertezza.
Il ruolo centrale dei dati sul lavoro
Il rapporto sull’occupazione di settembre, normalmente pubblicato dal BLS, è considerato il più importante indicatore sul mercato del lavoro statunitense. Senza di esso, i membri del FOMC dovranno basarsi su fonti alternative, come il report sui salari privati di ADP, che però non ha lo stesso peso né la stessa affidabilità.
La Federal Reserve non è direttamente colpita dallo shutdown perché non dipende dai finanziamenti del Congresso, ma la sua capacità decisionale è strettamente legata alla disponibilità dei dati ufficiali. I mercati, al momento, si aspettano due tagli dei tassi da 25 punti base entro fine anno (ottobre e dicembre), ma l’incertezza informativa potrebbe complicare le prossime mosse.
Le posizioni divergenti dentro il FOMC
Oltre al presidente Jerome Powell, diversi membri del FOMC hanno espresso opinioni caute.
Susan Collins: “Politica ancora moderatamente restrittiva”
La presidente della Fed di Boston ha sostenuto il recente taglio dei tassi di settembre, ma ha sottolineato come il contesto resti fragile. Collins ritiene appropriato un orientamento moderatamente restrittivo, necessario per garantire il ritorno della stabilità dei prezzi senza danneggiare troppo il mercato del lavoro.
Pur lasciando la porta aperta a un nuovo taglio in ottobre, Collins ha chiarito che tutto dipenderà dai dati, soprattutto quelli sull’occupazione. Proprio quei dati che non saranno disponibili finché durerà lo shutdown.
Philip Jefferson: rischi bilanciati tra lavoro e inflazione
Anche il governatore Philip Jefferson ha espresso cautela. Se da un lato ha appoggiato il taglio di settembre, dall’altro ha ammesso che i rischi restano bilanciati:
- inflazione: ancora soggetta a potenziali rialzi;
- mercato del lavoro: in progressivo indebolimento.
Il messaggio è chiaro: la Fed non può abbassare la guardia e deve valutare attentamente ogni mossa in un contesto altamente incerto.
Implicazioni per i mercati
L’assenza di dati ufficiali potrebbe rendere più instabili le prossime settimane. In un contesto dove gli investitori scontano già due tagli dei tassi, qualsiasi segnale alternativo – come i dati ADP o gli indici di fiducia delle imprese – potrebbe generare forte volatilità.
La Fed si trova quindi a dover decidere senza il supporto delle consuete metriche economiche, in un delicato equilibrio tra il rischio di inflazione persistente e quello di un eccessivo rallentamento del mercato del lavoro.
