Intel vola in Borsa: possibile apertura ad AMD come cliente di Intel Foundry Services

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Flavio Ferrara - Consulente Finanziario Indipendente

Le azioni Intel hanno registrato un balzo del 7% in una sola seduta, portando il guadagno complessivo a oltre il 50% negli ultimi 30 giorni. Alla base di questo rally non vi è ancora una dimostrata superiorità tecnologica, ma una combinazione di fattori geopolitici e di capitalizzazione strategica che hanno ridato centralità al colosso americano.

Cuore del piano è la strategia IDM 2.0 (Integrated Device Manufacturing), che mira a ristrutturare Intel per riconquistare la leadership globale entro il 2025. In questo contesto nasce Intel Foundry Services (IFS), divisione creata per operare come fonderia indipendente e aprire la produzione a clienti esterni. Dopo anni di ritardi tecnologici e perdita di quote a favore di AMD e TSMC, Intel punta a un rilancio epocale.


L’intervento del governo USA: Intel come “utility nazionale”

Il catalizzatore principale del recente rally è stato l’intervento diretto del governo statunitense, che ha acquisito il 9,9% di Intel convertendo in capitale azionario 8,9 miliardi di dollari già stanziati con il CHIPS and Science Act e il programma Secure Enclave.

Questa mossa ha un chiaro significato geopolitico: garantire una fonderia avanzata sul suolo americano, riducendo la dipendenza dalla produzione taiwanese considerata vulnerabile in caso di conflitto con la Cina. L’acquisto di oltre 430 milioni di azioni ha trasformato Intel in una sorta di “utility strategica nazionale”, con implicito sostegno politico e finanziario.


Nvidia investe 5 miliardi e apre a future collaborazioni

Altro segnale di fiducia è arrivato da Nvidia, che ha annunciato un investimento da 5 miliardi di dollari per acquisire circa il 4% del capitale Intel. L’accordo attuale riguarda lo sviluppo congiunto di CPU x86 customizzate integrate con GPU Nvidia tramite NVLink, ma il CEO Jensen Huang ha aperto esplicitamente all’ipotesi di utilizzare i servizi di fonderia di Intel in futuro.

Non si tratta ancora di produrre le GPU di punta presso IFS, ma l’ingresso di Nvidia rappresenta un forte catalizzatore: dimostra che anche i principali rivali riconoscono il valore strategico della diversificazione produttiva.


L’ingresso di SoftBank e l’ipotesi Apple

Anche SoftBank ha confermato il trend positivo con un investimento da 2 miliardi di dollari (2% del capitale), scommettendo sull’espansione della produzione avanzata negli Stati Uniti.

Parallelamente, indiscrezioni parlano di un possibile interesse di Apple per Intel Foundry Services. Dopo aver affidato tutta la produzione dei chip M-series a TSMC, la dipendenza da Taiwan è ora considerata un rischio geopolitico troppo elevato. Apple starebbe quindi valutando Intel come hedge strategico, soprattutto grazie alla leadership di quest’ultima nel packaging avanzato (Foveros, EMIB), settore in cui Intel è già leader mondiale.


AMD come potenziale cliente: la svolta più attesa

L’ipotesi più clamorosa riguarda però AMD, storico rivale di Intel. Secondo fonti di mercato, sono in corso “early discussions” affinché AMD affidi parte della produzione ad Intel Foundry Services.

Il motivo è duplice:

  1. Saturazione di TSMC, che fatica a gestire gli ordini di Apple, Nvidia e Qualcomm.
  2. Rischio geopolitico legato a Taiwan, che spinge AMD a diversificare la supply chain in territorio USA.

Per Intel, l’ingresso di AMD come cliente significherebbe la validazione definitiva della sua strategia foundry e un ancoraggio di volumi cruciale per sostenere i costi dei nodi 20A e 18A.


Le sfide tecnologiche: RibbonFET, PowerVia e Foveros

La roadmap tecnologica di Intel prevede due innovazioni chiave:

  • RibbonFET, versione proprietaria del transistor Gate-All-Around, che aumenta densità ed efficienza.
  • PowerVia, alimentazione dal lato posteriore del wafer, che riduce la congestione dei segnali e migliora le prestazioni.

Queste tecnologie saranno integrate nei nodi 20A (2nm) e 18A (1.8nm), previsti rispettivamente per il 2024 e il 2025. Parallelamente, Intel mantiene una posizione di leadership assoluta nel packaging avanzato, con soluzioni come Foveros 3D ed EMIB, fondamentali per l’integrazione eterogenea di chiplet in applicazioni AI e HPC.


La scommessa su Intel Foundry Services

Il rally di Intel è stato finora alimentato da capitali esterni, sostegno politico e partnership strategiche. Il futuro dell’azienda dipenderà però dalla capacità di tradurre queste premesse in produzione affidabile e competitiva.

Per gli investitori, Intel oggi rappresenta una scommessa a due livelli:

  • sul piano geopolitico, come pilastro della sicurezza tecnologica americana;
  • sul piano industriale, come alternativa concreta a TSMC.

Se riuscirà a convertire i dialoghi preliminari con Apple e AMD in contratti di volume, Intel Foundry Services potrebbe trasformare la narrativa da promessa a realtà. Solo allora il sostegno politico e finanziario si tradurrà in margini stabili e in una leadership tecnologica duratura.

Approfondimento

La Ristrutturazione di Intel: Investimenti Strategici di Softbank, Governo USA e Nvidia

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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