Nel precedente report datato 22 settembre, avevamo evidenziato che il rialzo era continuato con nuovi massimi e sempre minore momentum rialzista, in un contesto di forte euforia tra gli investitori, che hanno incrementato considerevolmente le posizioni a leva, sia attraverso le call options che per il tramite degli ETF a leva e le posizioni finanziate col margin debt che sono ai più alti livelli di sempre. Il giochino può funzionare ancora per un po’, ma come abbiamo visto a marzo-aprile, situazioni simili poi portano a ribassi violenti dovuti ai margin call delle banche che fanno chiudere bruscamente le posizioni a leva al rialzo. Quindi il mercato azionario è condannato a salire, perché alla prima rottura di un area pivot significativa il castello di carte crolla immediatamente.
L’area pivot più importante rimane quella tra tra 6280-6200, ma ci sono livelli da monitorare più in alto, perché già la rottura di 6580 dell’indice SP500, darebbe una prima indicazione di debolezza del mercato azionario. L’area chiave, o “pivot”, che discrimina tra un trend al rialzo e uno al ribasso, rimane a 6285 punti, con una conferma necessaria se si scende sotto i 6200 punti. La prima indicazione di un “top” (un picco) si avrebbe con una rottura sotto l’onda “b” nella regione dei 6360 dell’indice SP500. Per rendere altamente probabile il previsto pullback (un ritracciamento), l’indice dovrebbe scendere al di sotto di 6212SPX. Un supporto “micro” è identificato a 6580SPX.

Durante la settimana abbiamo assistito a 3 giorni di moderato ribasso, guidato dalle prese di profitto su alcuni colossi tecnologici come Nvidia e Oracle.
Questo indebolimento ha rotto il primo micro pivot, ma la discesa si è fermata tra 6580-6600, livello di un area pivot più significativa. L’eventuale rottura al ribasso di 6580 completerebbe anche un piccolo testa e spalla al ribasso.
La chiusura di venerdì 26 ha tentato di riportare il mercato azionario sulla strada del rialzo, quindi la situazione rimane ancora la stessa: rialzo senza momentum e mancanza della rottura di un’area pivot significativa per poter parlare dell’inizio di una vera correzione al ribasso. Insomma il massimo della noia
Mercati Azionari: analisi di medio termine – Chart Weekly

Totale assenza di novità dall’analisi dei grafici settimanali (weekly chart), che non mostra novità rilevanti da diverse settimane. Sebbene l’RSI a 21 settimane (un indicatore di forza relativa) fosse sul punto di rompere le linee di tendenza discendenti da febbraio 2025, il pattern settimanale rimane incerto.
Il DMI settimanale (un altro indicatore di momentum) mostra perdita di forza del trend al rialzo e suggerisce un possibile esaurimento nelle prossime settimane.
L’indice SP500 si trova a contatto con la parallela superiore di un canale di medio termine e sta raschiando una vecchia linea di tendenza al rialzo interrotta col ribasso di marzo-aprile scorsi, entrambi segnali che siamo prossimi al capolinea.
Mercati Azionari: Nasdaq 100 – Settore Tecnologico

L’indice Nasdaq 100 ha guidato la piccola fase di discesa durata 3 giorni, con prese di beneficio di titoli importanti come Nvidia e Oracle, per poi rimbalzare nella giornata di venerdì 26 settembre.
L’indice Nasdaq 100 continua a trovarsi a contatto con un livello di resistenza (una vecchia linea di trend rialzista interrotta a marzo). I massimi di luglio 2024, febbraio 2025 e i prezzi attuali formano una linea inclinata verso l’alto, creando un grosso “triangolo rettangolo” con la linea orizzontale dei minimi.
Il mercato ha nuovamente mostrato un’immediata e netta inversione dopo aver raggiunto la zona di resistenza, un’azione tipica di “topping”. Tuttavia, per avere conferma di un massimo, si attende una rottura al di sotto dell’area pivot di 22.750.
Mercati Azionari: indicatore composito CNN Fear & Greed in zona neutrale maschera uno stato di euforia visibile dalle posizioni a leva al rialzo

L’indicatore composito è sceso da 62 a 53 , in un’area di assoluta neutralità, a causa della perdita di momentum dell’indice Sp500 e del bassissimo livello del VIX.
Il CNN Fear & Greed Index, da solo, non fotografa ancora un mercato saturo e potrebbe lasciare spazio a modesti rialzi se l’SP500 manterrà le aree pivot (6280-6201).
Al contrario la forte leva finanziaria indicata dalle posizioni a margin debt, dagli enormi inflows giornaieri sugli ETF a leva e dalla Put/Call ratio, indicano che la speculazione rialzista e’ a livelli di esuberanza irrazionale, come se se non ci fosse mai un domani che porti una correzione di mercato e di solito queste situazioni si trasformano in un bagno di sangue per chi e’ troppo esposto con la leva rialzista.
