L’Ascesa Strutturale dell’Oro: le nuove proiezioni di Goldman Sachs fino al 2026

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Flavio Ferrara - Consulente Finanziario Indipendente

Negli ultimi due anni l’oro ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle strategie di investimento globali. A fronte di una crescente frammentazione geopolitica, della pressione dei deficit pubblici e dell’incertezza legata alla politica monetaria statunitense, il metallo giallo ha registrato un rally superiore al 40% dall’inizio del 2024, superando più volte i massimi storici.

Goldman Sachs, tra le principali banche d’affari mondiali, ha progressivamente rivisto al rialzo le proprie stime sul prezzo, riconoscendo un passaggio epocale: da asset ciclico e difensivo a bene rifugio strutturale per la conservazione di valore.


Le nuove previsioni: verso i 3.300 $ nel 2025

Secondo l’ultimo report, Goldman Sachs prevede che il prezzo dell’oro possa raggiungere i 3.300 dollari l’oncia entro fine 2025, in crescita rispetto alla precedente stima di 3.100 dollari. L’intervallo di trading prospettico è stato fissato tra 3.250 e 3.520 dollari, segnalando aspettative di volatilità ma con un chiaro orientamento rialzista.

Le stime non si fermano qui: per la metà del 2026 la proiezione di base arriva a 4.000 dollari l’oncia, con scenari estremi (“tail-risk”) che potrebbero spingere il metallo verso i 5.000 dollari, qualora si verificassero condizioni di stress sistemico.


I fattori strutturali alla base del rally

La forza dell’oro non deriva da un singolo elemento, ma da una confluenza di driver ciclici e permanenti:

  • Acquisti delle banche centrali, soprattutto in Asia, che continuano ad accumulare riserve auree come alternativa al dollaro.
  • Incertezza geopolitica, dalle tensioni in Medio Oriente alla rivalità USA-Cina, che alimenta la domanda di beni rifugio.
  • Politica monetaria USA, con la Federal Reserve attesa a un allentamento che ridurrebbe i rendimenti reali, rendendo l’oro più attraente.
  • Inflazione strutturalmente più alta e deficit pubblici crescenti negli Stati Uniti, che minano la fiducia nella stabilità fiscale e monetaria.

Questi elementi consolidano la percezione dell’oro come asset non più tattico ma strategico di lungo termine.


Gli scenari “tail-risk”: come si arriva a 5.000 $

Il report dedica ampio spazio a ipotesi di stress estremo. Goldman Sachs ritiene che, in caso di crollo della fiducia nella Federal Reserve e nei Treasury statunitensi come asset rifugio, un trasferimento anche minimo (pari all’1%) degli investimenti privati verso l’oro sarebbe sufficiente a spingerlo oltre i 5.000 dollari l’oncia entro metà 2026.

Il meccanismo alla base è chiaro: deficit in aumento, inflazione persistente e dubbi sull’indipendenza della Fed potrebbero indurre investitori istituzionali e privati a considerare l’oro come “assicurazione di ultima istanza” nel sistema finanziario globale.


I rischi di correzione

Nonostante lo scenario prevalentemente rialzista, Goldman Sachs individua anche possibili ostacoli alla corsa del metallo:

  • Rafforzamento inatteso del dollaro che ridurrebbe l’appeal dell’oro per gli investitori internazionali.
  • Aumento dei tassi reali che renderebbe più conveniente detenere asset remunerativi rispetto all’oro, che non paga cedole né dividendi.
  • Riduzione delle tensioni geopolitiche, con un conseguente calo della domanda rifugio.

Oro da bene ciclico a pilastro strategico

Le analisi di Goldman Sachs descrivono un passaggio cruciale nella percezione dell’oro: non più semplice strumento di protezione nelle fasi di volatilità, ma asset strutturale e strategico all’interno dei portafogli.

Con target progressivamente rivisti al rialzo e scenari estremi che sfiorano i 5.000 dollari, il metallo giallo si conferma al centro di una trasformazione storica, destinata a ridefinire gli equilibri dei mercati finanziari globali.

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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