I mercati azionari hanno mostrato una notevole resilienza nelle ultime settimane, con gli indici che continuano a flirtare con i massimi storici, nonostante una serie di segnali contrastanti provenienti dall’economia e dalla politica monetaria.
Performance Recente del Mercato Statunitense
Venerdì scorso, l’S&P 500 è scivolato dello 0,29% chiudendo a 6.449,80, dopo aver raggiunto un massimo storico. Anche il Nasdaq Composite ha registrato una perdita dello 0,40%, attestandosi a 21.622,98. Il Dow Jones Industrial Average ha sovraperformato, salendo dello 0,08% a 44.946,12, spinto da un balzo del 12% di UnitedHealth.
La giornata di venerdì è stata influenzata negativamente dal calo dei titoli del settore chip, con Applied Materials che ha perso il 14% e Nvidia quasi l’1%, e da dati deboli sul sentiment dei consumatori. L’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è sceso a 58,6 ad agosto, rispetto al 61,7 del mese precedente, a causa delle preoccupazioni sull’inflazione. Nonostante il leggero calo di venerdì, le principali medie settimanali sono rimaste solide.
Il Dow Jones ha registrato un rialzo dell’1,74% per la settimana, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq hanno guadagnato rispettivamente lo 0,94% e lo 0,81%.

Questi guadagni sono stati alimentati dalle speranze di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve il mese prossimo, innescate dai nuovi dati sull’inflazione al consumo.
Mercati Azionari: Fattori Chiave e Sentimento degli Investitori
Il mercato è attualmente sostenuto dal “boom dell’intelligenza artificiale” e dai “necessari tagli dei tassi della Fed”, come evidenziato da Jay Hatfield, CEO e CIO di Infrastructure Capital Advisors, che non prevede un calo significativo dell’S&P 500 nonostante la stagionalità negativa di agosto e settembre. Anche i dati sulle vendite al dettaglio di luglio hanno dipinto un quadro positivo per i consumatori statunitensi, con un aumento dello 0,5%.
Il mercato desidera un taglio dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, ma non vuole che questo sia un segnale di debolezza economica. L’S&P 500 ha interpretato un rapporto moderatamente elevato sull’indice dei prezzi al consumo come una conferma delle possibilità di un taglio dei tassi a settembre in un’economia ancora stabile. L’indice ha recuperato il crollo di quasi il 20% causato dal panico tariffario di aprile, registrando un rendimento totale del 10% da inizio anno.
Un’osservazione importante è che il mercato ha mostrato una tendenza costante al rialzo in un intervallo ristretto negli ultimi mesi, indicando un’azione “piuttosto ottimistica” nonostante un flusso di notizie spesso negativo.
Questo suggerisce che qualsiasi negatività non è stata sufficiente a interrompere il trend rialzista iniziato con il raggiungimento di nuovi massimi all’inizio dell’estate. Recentemente, l’ultima spinta al rialzo non è stata particolarmente decisa né ampiamente inclusiva, mostrando segni di stanchezza o indifferenza di fine estate.
Si sono osservate significative “rotazioni”, con i titoli più deboli dell’S&P 500 che hanno registrato le migliori performance e l’indice Russell 2000 delle small cap che ha compiuto un balzo verso i massimi di fine 2021, spinto dall’energia del previsto taglio dei tassi.
Queste rotazioni possono supportare un rally e sopprimere la volatilità, ma potrebbero anche indicare un esaurimento della leadership. È interessante notare la divisione tra ottimisti e pessimisti sul mercato che entra nella seconda metà di agosto, riguardo al fatto che l’azione attuale sia giudiziosa o inconsapevole.
Il mercato sembra dare per scontato il taglio dei tassi, nonostante condizioni macroeconomiche non del tutto chiare. Le previsioni sugli utili per il resto dell’anno sono nuovamente in aumento, con i maggiori contributi dai player tecnologici basati sull’intelligenza artificiale. Storicamente, quando la Fed riprende una campagna di allentamento dopo una pausa di almeno sei mesi, le azioni hanno reagito bene nei mesi successivi.
Tuttavia, alcuni economisti di Morgan Stanley ritengono che il presidente della Fed Jerome Powell potrebbe cogliere l’ultima opportunità al simposio di Jackson Hole per opporsi alla fissazione del prezzo di mercato di un taglio di settembre, mantenendo una posizione dipendente dai dati.
Mercati Azionari: segnali di “Esuberanza Irrazionale”
Nel nostro report precedente del 11 agosto, avevamo ipotizzato che finche’ non si fosse concretizzata la rottura di uno dei 2 pivot points al ribasso ( 6201-614o) o al rialzo (6354-6418 del future Sp500 scadenza settembre, che ha comunque valori ormai molto simili al cash), non sarebbe stato possibile dare una connotazione chiara del mercato azionario. Anche se normalmente è preferibile posizionare i pivot point sui valori dell’indice SP500 cash, dove si sviluppano volumi di transazioni molto più alte rispetto al future, guardando il grafico del future sul mini SP00 scadenza settembre 2025, attualmente abbiamo una resistenza superiore nella zona 6354-6418. Finché il prezzo rimarrà al di sotto di tale zona, il percorso di minor resistenza rimarrà al ribasso. Per confermare che è in corso un declino più ampio dell’onda (C), dovremmo assistere a un netto movimento di cinque onde al ribasso da uno di questi livelli di ritracciamento di Fibonacci, seguito dalla rottura del minimo della scorsa settimana.
L’indice SP500 a 1 ora suggerisce che ci troviamo nella quinta onda di una [c] all’interno di un rally [a][b][c] dal minimo di aprile. Le prime due delle tre ipotesi di conteggio delle onde suggeriscono che il mercato si sta avvicinando a un massimo importante.
A parte un primo pivot point di brevissimo termine a 6430-6440, la conferma di un top per l’SPX inizierebbe con una rottura al di sotto di 6285 SPX, con una successiva spinta la di sotto sotto di 6200 SPX. A partire dai minimi di aprile il rialzo del mercato azionario è stato praticamente senza soluzione di continuità, tanto che ogni piccolo movimento al ribasso intermedio non è riuscito mai a ritracciare di più dello 0,236% e questo fattore è tra quelli che segnala che l’esuberanza irrazionale degli investitori ha preso il sopravvento, rendendo il mercato “molto teso al rialzo”.
Mercati Azionari: Trend di medio termine – weekly chart e monthly chart
Come le settimane precedenti, nessuna novità rilevante sul chart weekly: sebbene i nuovi massimi dell’indice SP500, indicassero che alcuni indicatori come RSI a 21 settimane fossero in procinto di rompere le linee di tendenza discendenti in atto da febbraio 2025.
Il pattern settimane a medio termine è fortemente ipercomprato e segnala una situazione di risk/reward molto sbilanciata verso il rischio di ribasso di medio termine.
Mercati Azionari: Indice Nasdaq
Per l’indice Nasdaq 100, si osserva che si trova a contatto con un livello di resistenza rappresentato dalla vecchia linea di trend rialzista interrotta a marzo. Una “Leading Diagonal” sembra completarsi, ma per la conferma di un massimo è necessaria una rottura al di sotto dell’area pivot dei 22.750.
Mercati Azionari: analisi del sentiment
L’indicatore CNN Fear & Greed index si posiziona in un’area di modesto eccesso di euforia, ma con ancora spazio per modesti rialzi prima di saturare le aspettative degli investitori. Situazione perfettamente compatibile con la nostra ipotesi di continuazione del rialzo fino al livello di Fibonacci di 6534.




