L’economia USA cresce oltre le attese nel secondo trimestre: consumi resilienti nonostante i dazi

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Flavio Ferrara - Consulente Finanziario Indipendente

L’economia statunitense ha sorpreso positivamente gli analisti nel secondo trimestre 2025. Il prodotto interno lordo (PIL) è cresciuto a un ritmo annualizzato del 3,3% tra aprile e giugno, secondo la seconda stima del Dipartimento del Commercio. Si tratta di un dato superiore sia alla prima lettura del 3,0% sia alla previsione di consenso del 3,1% elaborata da Dow Jones.

Questa revisione riflette la tenuta di consumi e investimenti, elementi che hanno compensato il calo della spesa pubblica e il leggero peggioramento del saldo delle importazioni.


Consumi e investimenti trainano la crescita

La spesa dei consumatori, che rappresenta oltre i due terzi dell’attività economica americana, è stata rivista al rialzo: +1,6% contro +1,4% della prima stima. Ancora più significativo l’aggiornamento degli investimenti, passati da +1,9% a un robusto +5,7%.

Al contrario, la spesa pubblica è stata ridimensionata (-0,2% contro +0,4%), mentre le importazioni hanno subito un forte calo (-29,8%), in parte dovuto alla corsa delle aziende ad accumulare scorte in vista dell’entrata in vigore dei nuovi dazi annunciati da Trump il 2 aprile.

Un indicatore seguito con particolare attenzione dalla Federal Reserve, le vendite finali ad acquirenti privati nazionali, è balzato all’1,9% dall’1,2% precedente, segnalando una solida domanda interna.


Il ruolo del commercio e l’impatto dei dazi

Il dato del PIL riflette anche gli effetti distorsivi legati alla politica commerciale. Le esportazioni sono diminuite dell’1,3% (leggermente meglio della stima iniziale del -1,8%), mentre le importazioni crollate hanno finito per contribuire positivamente al calcolo del PIL.

Le esportazioni nette hanno infatti aggiunto quasi 5 punti percentuali alla crescita del trimestre, un effetto che difficilmente si ripeterà con la stessa intensità nei prossimi mesi, quando l’impatto dei dazi diventerà più visibile per consumatori e imprese.


Inflazione sotto controllo: PCE al 2%

Le stime relative all’inflazione non hanno mostrato variazioni rilevanti. L’indice PCE core (al netto di cibo ed energia) è rimasto stabile al +2,5%, mentre l’indice PCE complessivo è sceso leggermente al 2%, esattamente in linea con l’obiettivo della Fed.

Questo scenario offre alla banca centrale americana un margine di manovra, anche se l’incertezza legata alla politica commerciale di Trump e alla resilienza del mercato del lavoro continua a pesare sulle decisioni di politica monetaria.


Le prospettive per la seconda metà del 2025

Nella prima parte dell’anno l’economia americana ha messo a segno una crescita media di poco superiore all’1% a trimestre, con un PIL in calo dello 0,5% nei primi tre mesi a causa delle tensioni commerciali. Il secondo trimestre potrebbe rappresentare il picco della crescita: gli analisti si aspettano un rallentamento nei mesi successivi, con consumi e investimenti più moderati.

Secondo l’indicatore GDPNow della Fed di Atlanta, il PIL del terzo trimestre dovrebbe attestarsi intorno al 2,2%, segnalando comunque una crescita positiva, seppur più contenuta.

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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