Sotto la guida del nuovo CEO Lip-Bu Tan, Intel sta portando avanti una profonda ristrutturazione per diventare più agile e competitiva. I principali interventi prevedono:
- Taglio del personale – completata gran parte del piano annunciato nel trimestre precedente, con una riduzione complessiva del 15% della forza lavoro. L’obiettivo è chiudere il 2025 con circa 75.000 dipendenti.
- Ridimensionamento degli investimenti – cancellati progetti di fabbriche in Germania e Polonia, con consolidamento delle attività in Costa Rica e trasferimento in Vietnam e Malesia. Rallentata anche la costruzione in Ohio per allineare la spesa alla domanda.
- Efficienza operativa – obiettivo di ridurre le spese operative non-GAAP a 17 miliardi di dollari nel 2025 e 16 miliardi nel 2026, liberando risorse per investimenti strategici in AI e produzione di chip.
- Ristrutturazione interna – integrazione della divisione Network and Edge Group (NEX) in altre business unit per semplificare la struttura societaria.
Lo scontro con Trump sui dazi e la leadership
La riorganizzazione di Intel si è intrecciata con le tensioni politiche dell’amministrazione Trump, in particolare per la questione dei dazi e per le origini professionali del CEO.
- Dazi del 100% sui chip importati – Trump ha minacciato misure tariffarie drastiche per spingere le aziende a produrre negli USA. Nonostante gli investimenti interni, il ridimensionamento di progetti esteri ha alimentato frizioni.
- Richiesta di dimissioni del CEO – il presidente ha chiesto pubblicamente la rimozione di Tan, definendolo “in conflitto” per presunti legami con la Cina, provocando un calo del 3-4% del titolo.
- Pressioni dal Congresso – il senatore Tom Cotton aveva già espresso preoccupazioni, ricordando che Tan ha investito in numerose aziende tecnologiche cinesi. Intel ha ribadito che il CEO non detiene più posizioni in Cina e che l’azienda è impegnata nella sicurezza nazionale USA.
La risposta di Lip-Bu Tan
Tan ha definito “disinformazione” le accuse, sottolineando i suoi oltre 40 anni di esperienza e il rispetto dei più alti standard etici. Ha ribadito che Intel sta collaborando con la Casa Bianca per sostenere sicurezza nazionale ed economia statunitense.
Un incontro per ricucire lo strappo
Lunedì, Trump ha incontrato Tan e il suo team, definendo il meeting “molto interessante” e riconoscendo la storia professionale del CEO. Le azioni Intel sono salite del 2% nell’after-hours. Il presidente ha annunciato che riceverà suggerimenti dal management nella prossima settimana.
La vicenda si inserisce in un contesto di forte interventismo della Casa Bianca nel settore dei semiconduttori. Nel fine settimana, Nvidia ha accettato di ridurre del 15% le vendite in Cina in cambio di licenze per esportare il chip H20. Il CEO Jensen Huang ha negoziato direttamente con Trump, ottenendo un compromesso rispetto alla riduzione del 20% inizialmente richiesta.
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