Alphabet ha pubblicato risultati trimestrali che hanno superato le previsioni di Wall Street, spinti dalla forza del suo business pubblicitario e da una crescita accelerata nel cloud. La pubblicità, trainata da Google Search e YouTube, rimane il principale motore dei ricavi, ma la vera sorpresa è arrivata da Google Cloud, che continua ad acquisire quote di mercato contro Amazon AWS e Microsoft Azure.
La solidità dei numeri, insieme al crescente ruolo dell’AI in ogni segmento aziendale, ha alimentato la fiducia degli investitori, che vedono in Alphabet non solo un colosso della pubblicità online, ma anche un attore dominante nelle infrastrutture e nei software di intelligenza artificiale.
La scommessa sull’AI e l’effetto Gemini
L’AI è ormai al centro della strategia di Alphabet. I modelli Gemini, sviluppati per superare i benchmark globali, vengono progressivamente integrati in prodotti e servizi, dal motore di ricerca al cloud computing. Questa capacità di innovazione è percepita dal mercato come un elemento difensivo e, allo stesso tempo, una leva per nuove fonti di ricavo.
Il sentiment positivo degli investitori si riflette anche sul titolo: le azioni Alphabet hanno beneficiato di un rally sostenuto, spinto non solo dai risultati finanziari, ma soprattutto dalla crescente percezione di leadership tecnologica.
L’accordo miliardario con Meta
La notizia che ha sorpreso i mercati è stata l’alleanza strategica tra Google e Meta. Si tratta di un accordo pluriennale da oltre 10 miliardi di dollari, con cui Meta utilizzerà l’infrastruttura di Google Cloud per sviluppare i propri modelli di intelligenza artificiale.
Per Meta, questo significa accesso immediato a una potenza di calcolo massiccia, senza dover attendere la costruzione di nuovi data center. Per Google, invece, si tratta di una vittoria strategica: conquistare un cliente così rilevante consolida la posizione competitiva del suo cloud e garantisce un flusso di ricavi ricorrenti e miliardari. L’accordo non riguarda prodotti o pubblicità, ma la pura infrastruttura tecnologica: un segnale forte della fiducia riposta nella capacità di Google di sostenere i progetti AI più ambiziosi al mondo.
Trattative avanzate con Apple
Un’altra potenziale svolta riguarda Apple. Secondo Bloomberg, il colosso di Cupertino starebbe valutando di integrare i modelli Gemini di Google in una nuova versione di Siri, che potrebbe essere lanciata già nel 2026. La notizia ha spinto le azioni Alphabet a guadagnare oltre il 3% in una sola seduta.
Per Apple, ancora in ritardo nella corsa all’intelligenza artificiale, una partnership con Google rappresenterebbe un salto di qualità immediato. Per Alphabet, invece, significherebbe consolidare ulteriormente la propria leadership nel settore, proprio mentre rischia di vedere messi in discussione i lucrosi accordi di ricerca preinstallata sugli iPhone.
Valutazioni e opportunità di investimento
Dal punto di vista delle valutazioni, Alphabet si presenta come una delle società tecnologiche più attraenti del momento. Con un P/E forward di 19,5 e un EV/EBITDA di 13,7, il titolo scambia a sconto rispetto agli indici di riferimento come S&P 500 e Nasdaq 100. Anche il PEG ratio di 1,3 indica che la crescita stimata non è ancora pienamente riflessa nel prezzo corrente.
In un contesto di forte newsflow positivo e di rafforzamento competitivo, le azioni Alphabet appaiono oggi come una delle migliori opportunità del settore tecnologico. Nonostante i rischi legati a possibili correzioni di mercato o all’esito delle cause antitrust negli Stati Uniti, la traiettoria di crescita di Google e la sua capacità di stringere alleanze strategiche con rivali storici ne fanno un titolo che continua a meritare l’attenzione degli investitori a lungo termine.
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