Nel secondo trimestre del 2025, Berkshire Hathaway ha riportato un utile netto pari a 12,4 miliardi di dollari, ben al di sotto dei 30,3 miliardi registrati nello stesso periodo del 2024. Questo forte calo, tuttavia, non rappresenta una vera sorpresa né un campanello d’allarme per gli investitori esperti.
Lo stesso Warren Buffett ha più volte ribadito che l’utile netto può essere fuorviante in quanto include le variazioni non realizzate del portafoglio azionario del gruppo. In sostanza, se le azioni Apple o Coca-Cola — partecipazioni storiche di Berkshire — si muovono in modo significativo nel trimestre, ciò incide sull’utile netto a prescindere da una reale vendita.
Il Vero Indicatore: L’Utile Operativo
Ben più rilevante è l’utile operativo, che fotografa la performance dei business industriali, assicurativi, ferroviari, energetici e finanziari controllati dal gruppo. Nel Q2 2025, l’utile operativo è sceso del 4% rispetto allo stesso periodo del 2024.
A pesare è stata la svalutazione della partecipazione in Kraft Heinz, un investimento che continua a sollevare dubbi nel portafoglio di Buffett, e le perdite nel comparto assicurativo causate da eventi naturali estremi. Tuttavia, non tutto è negativo: BNSF Railway ha registrato una crescita dell’11,5% degli utili ante imposte, e anche il segmento energetico ha mostrato segnali positivi.
Liquidità Record: La Montagna di Buffett
Se c’è un dato che trasmette fiducia agli investitori, è la posizione di cassa. A fine giugno 2025, Berkshire Hathaway deteneva ben 344 miliardi di dollari in liquidità, in aumento rispetto ai 333 miliardi di fine marzo. Questa cifra colossale conferma l’approccio prudente di Buffett, che preferisce attendere occasioni d’acquisto interessanti piuttosto che inseguire investimenti a valutazioni elevate.
Una simile riserva di capitale mette Berkshire in una posizione di forza per approfittare di eventuali correzioni di mercato o acquisizioni strategiche.
Dazi, Inflazione e Altri Venti Contro
Le tensioni commerciali recenti, in particolare l’imposizione di dazi su beni di consumo, hanno avuto un impatto negativo su alcune partecipazioni industriali del gruppo. Anche l’indebolimento del dollaro ha contribuito ad aumentare i costi per alcune controllate. Questi fattori esogeni si sono sommati alle difficoltà operative in alcuni settori, comprimendo la marginalità.
Una Conglomerata Resiliente
In sintesi, i numeri del secondo trimestre vanno letti nel loro complesso. L’utile netto risente della volatilità dei mercati, mentre l’utile operativo riflette una leggera pressione su alcuni comparti ma anche la forza di altri. La grande liquidità e la diversificazione settoriale restano gli assi nella manica di Berkshire Hathaway, che si conferma una delle holding più solide e prudentemente gestite al mondo.
Gli occhi degli investitori rimarranno puntati sulle mosse future di Buffett, soprattutto in uno scenario globale incerto ma ricco di potenziali opportunità.
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