Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver già firmato e preparato l’invio di lettere a 12 Paesi, con offerte “prendere o lasciare” sui nuovi livelli tariffari. Le comunicazioni, inizialmente previste per il weekend del 4 luglio, sono state anticipate a oggi e dovrebbero essere rese pubbliche entro lunedì.
Parlando a bordo dell’Air Force One durante il volo verso il New Jersey, Trump ha dichiarato che i dazi potrebbero raggiungere il 70%, ben oltre l’aliquota base del 10% introdotta ad aprile. Questa base è tuttora in vigore, mentre le maggiorazioni erano state sospese per 90 giorni, sospensione che scade il 9 luglio. A partire dal 1° agosto, secondo quanto dichiarato, le nuove tariffe potrebbero entrare ufficialmente in vigore.
Le lettere tariffarie di Trump: minaccia o strategia?
Con le lettere, Trump intende esercitare la massima pressione negoziale su partner commerciali ritenuti poco collaborativi, dopo aver abbandonato il percorso multilaterale inizialmente previsto. Giappone e Unione Europea, in particolare, sono stati indicati come ostacoli significativi, mentre i colloqui con altri Paesi si sono arenati o procedono a rilento.
Il presidente punta su comunicazioni dirette e ultimatum per accelerare le trattative. Alcuni osservatori vedono in questa mossa un tentativo di recuperare consenso interno mostrando fermezza verso l’estero in un momento politicamente delicato.
Gli scenari possibili dopo il 9 luglio
Gli scenari prospettati ricalcano quanto già analizzato nell’ultimo approfondimento di World2Invest:
- Proroga selettiva per Paesi collaborativi come India, Vietnam e Corea del Sud, con possibile estensione della sospensione tariffaria fino a settembre (Labor Day).
- Dazi intermedi tra il 10% e il 25%, utilizzati come leva verso partner più critici come l’Unione Europea.
- Escalation generalizzata con tariffe più alte verso tutti, in particolare verso l’UE, che ha già elaborato un pacchetto di contromisure.
Impatti globali e incognite sui mercati
Le trattative con India e Giappone sono tra le più avanzate, ma nodi importanti restano irrisolti, soprattutto su agricoltura e automotive. Nel frattempo, le esportazioni cinesi sono aumentate nel tentativo di anticipare le nuove tariffe, mentre le piccole e medie imprese globali temono un ritorno alle tensioni del 2018–2019.
La politica commerciale americana, ancora una volta, si conferma imprevedibile e altamente volatile. Le aziende internazionali si trovano costrette a rivedere piani di approvvigionamento, investimenti e strategie logistiche nel timore di un ritorno a dazi punitivi estesi.
Approfondimento
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