Il disegno di legge su tasse e spesa promosso dal presidente Trump, ribattezzato “Big Beautiful Bill”, è al centro di una durissima battaglia politica. Mercoledì sera, alla Camera dei Rappresentanti, il voto sul regolamento per avviare il dibattito ha rivelato profonde fratture all’interno del Partito Repubblicano: almeno otto deputati, tra moderati e conservatori, hanno espresso un voto contrario, bloccando di fatto l’iter della proposta.
La legge, simbolo dell’agenda economica trumpiana, prevede importanti tagli fiscali e nuove misure di spesa pubblica, inclusi interventi sul Medicaid e sul programma SNAP per l’assistenza nutrizionale. L’opposizione non si limita al fronte democratico: anche dentro la maggioranza repubblicana si sollevano dubbi sull’efficacia e sull’equilibrio del provvedimento.
La spaccatura interna ai repubblicani
Trump ha cercato personalmente di sbloccare la situazione, ospitando alla Casa Bianca diversi gruppi di parlamentari e inviando sul campo una squadra guidata da Russ Vought, direttore dell’Ufficio di Gestione e Bilancio. Ma la resistenza di alcuni esponenti di spicco come Thom Tillis e Rand Paul rimane ferma: il primo contesta i tagli al Medicaid, il secondo l’aumento del tetto del debito federale fino a 5.000 miliardi di dollari.
Una sfida al 4 luglio
Il voto finale è atteso entro la prossima settimana, con il 4 luglio che incombe come scadenza politica simbolica. Se il regolamento non passerà, il dibattito non potrà nemmeno iniziare, segnando una sconfitta clamorosa per l’amministrazione Trump.
Il Big Beautiful Bill è diventato così il banco di prova della tenuta repubblicana e della capacità di Trump di imporre la sua visione economica. Una sconfitta ora potrebbe compromettere anche le trattative internazionali sui dazi e l’intero equilibrio politico verso le elezioni di midterm.
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