La divergenza tra S&P 500 e Nasdaq ha fondamenta economiche: guida alla comprensione

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Divergenze in movimento: S&P 500 al rialzo, Nasdaq in affanno

Ieri sera, alla chiusura, l’indice S&P 500 ha toccato nuovi massimi, mentre il Nasdaq 100 (NDX) continuava a rimanere indietro. Anche l’indice delle small caps, il Russell 2000, ha segnato un nuovo massimo annuale per il 2025, pur restando sotto il precedente record storico. Ma la vera domanda è: quanto rialzo può ancora reggere il mercato prima di una correzione significativa?

Come evidenziato nei nostri report, l’analisi tecnica (tramite onde di Elliott) e fondamentale (con indici come Price/Earnings, CAPE e Buffett Indicator) segnalano condizioni di attenzione. Un segnale particolarmente interessante è rappresentato dalla leading diagonal in formazione sul Russell a partire dal minimo del 23 maggio.

Le motivazioni economiche alla base della divergenza

Negli ultimi giorni (luglio 2025), sia l’S&P 500 sia il Nasdaq Composite hanno toccato nuovi massimi storici. Tuttavia, la percezione che il Nasdaq stia “laggando” resta. Ecco alcune ragioni economiche e settoriali che spiegano questa divergenza:

1. Allargamento del rally

L’S&P 500 ha beneficiato di un rally più ampio rispetto al Nasdaq, grazie alla crescita di settori ciclici come energia, finanza e beni di consumo. Titoli delle compagnie aeree e della grande distribuzione hanno sostenuto la spinta al rialzo.

2. Rotazione settoriale

Molti investitori stanno ruotando fuori dai titoli tech con valutazioni elevate per entrare in settori sottovalutati o meno esposti a rischi macro, portando l’S&P 500 a un rimbalzo più robusto e ampio.

3. Incertezza su dazi e catene di approvvigionamento

Le minacce di nuovi dazi da parte di Trump impattano soprattutto sui titoli tech con esposizione globale, come Apple e Amazon, più sensibili alle tensioni commerciali e ai colli di bottiglia produttivi.

4. Performance mista delle Big Tech

Nvidia continua a trainare il Nasdaq, ma altri big come Meta, Netflix e Microsoft hanno avuto performance altalenanti, frenando la media dell’indice.

5. Prese di profitto sul tech

Dopo forti rally, alcuni investitori stanno monetizzando le posizioni nei tech per ridurre l’esposizione o ridistribuire i capitali.

Sottosettori tech che potrebbero rallentare

Non tutta la tecnologia è uguale: alcuni sottosettori frenano il potenziale rialzista del Nasdaq:

  • Consumer Discretionary Tech: Tesla, pur innovativa, soffre per concorrenza, calo vendite e incertezza su Musk.
  • Software e cloud computing: margini sotto pressione e aspettative elevate rendono il settore vulnerabile, specie se l’adozione dell’AI non si traduce subito in utili.
  • Hardware legacy: segmenti non coinvolti nel boom AI crescono più lentamente.
  • Servizi di comunicazione: aziende come Netflix e Meta, formalmente tech, hanno mostrato debolezza in Borsa.

Il peso della politica economica di Trump

Fino a quando la linea dura di Trump e del suo sottosegretario Navarro resterà dominante, con dazi minacciati e politiche commerciali imprevedibili, i mercati resteranno distorti. La mancanza di regole stabili, specialmente in ambito internazionale, limita la visibilità futura per molte multinazionali tech e rallenta il rimbalzo del Nasdaq.

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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