L’impero colpisce ancora o Il risveglio della forza?

Consulente Finanziario Indipendente

Migliora i tuoi investimenti finanziari

Proteggi i tuoi risparmi, elimina i costi nascosti e fai crescere il tuo patrimonio.

Ti aiuto a pianificare il tuo futuro con strategie di investimento semplici, sicure e personalizzate, pensate per ottimizzare il tuo capitale e raggiungere i tuoi obiettivi.

Flavio Ferrara - Consulente Finanziario Indipendente

La prossima puntata della saga tra la spinta ribassista dei dazi di Trump e quella propulsiva dell’Intelligenza Artificiale sarà “L’impero colpisce ancora” o “Il risveglio della forza”? Due forze contrapposte che si contendono la direzione dei mercati e, forse, il destino della crescita USA nei prossimi trimestri.

L’impero colpisce ancora

Dopo le dichiarazioni di Walmart e il gelo calato sui negoziati commerciali da parte di Unione Europea e Giappone, si riaffaccia con forza il tema delle tensioni tariffarie imposte da Donald Trump. Il paragone con “La Morte Nera” di Guerre Stellari nel capitolo “L’Impero colpisce ancora” non è casuale: i dazi minacciano di colpire l’economia reale su più fronti, dalla spesa al consumo alla tenuta degli utili aziendali.

Walmart, il più grande rivenditore americano, ha avvertito che gli aumenti delle tariffe sulle importazioni si trasformeranno in rincari per i consumatori. “Il livello dei dazi è ormai troppo alto per essere assorbito internamente,” ha spiegato l’azienda, smentendo di fatto le accuse mosse da Trump nel weekend, quando l’ex presidente ha intimato a Walmart di “mangiare i dazi”. L’azienda ha replicato sottolineando la pressione sui margini e l’impossibilità di assorbire ulteriori costi senza trasferirli sui prezzi finali.

Il punto è chiaro: i dazi funzionano come una tassa. Se a pagarla è il consumatore, l’effetto è inflazionistico e frena i consumi. Se, invece, la assorbono le imprese, allora si rischia una compressione dei profitti, una riduzione degli investimenti e una spirale recessiva. In entrambi i casi, l’impatto sui mercati finanziari è potenzialmente destabilizzante, soprattutto in un contesto già fragile.

Il risveglio della forza

Per qualche settimana, la retorica protezionista e i nuovi dazi sembravano aver spento l’entusiasmo degli investitori verso il settore tecnologico e l’intelligenza artificiale, che nel 2024 aveva trainato la crescita dei listini. Tuttavia, la “forza” sembra ora risvegliarsi: le grandi aziende tech non si sono fermate e stanno tornando sotto i riflettori con nuovi annunci strategici.

Alphabet ha comunicato l’introduzione di un servizio di abbonamento premium per l’AI al prezzo di 249,99 dollari al mese. Il pacchetto include Gemini 2.5 Pro in modalità DeepThink, strumenti per la generazione video e podcast come Flow e Notebook LM, presentati al Google I/O. Parallelamente, Elon Musk ha annunciato il suo ritorno a tempo pieno alla guida di Tesla per i prossimi cinque anni, dichiarando che Tesla e xAI continueranno ad acquistare chip Nvidia e AMD per sviluppare soluzioni AI avanzate. Musk ha anche promesso l’arrivo dei primi robotaxi a Austin entro fine giugno. Tuttavia, la prudenza è d’obbligo: la storia insegna che tra gli annunci e i risultati concreti di Musk c’è spesso un divario importante. La concorrenza, intanto, non resta a guardare: Waymo (Alphabet) ha già superato i 10 milioni di viaggi pagati con i suoi robotaxi.

Insomma, l’euforia per l’intelligenza artificiale sta tornando, ma non è ancora abbastanza forte da cancellare gli effetti sistemici della “Morte Nera” rappresentata dai dazi. I due fronti si scontrano, e il risultato è un mercato sospeso tra speranza e timore.

Due forze in rotta di collisione

Siamo di fronte a un possibile punto di svolta per l’economia americana. Da un lato, i dazi alimentano il rischio di stagflazione, dall’altro l’AI potrebbe rilanciare produttività e crescita. Ma l’effetto combinato di questi fattori resta imprevedibile e carico di incognite.

È un errore cedere alle narrative dominanti: tanto il pessimismo estremo seguito al “Liberation Day” del 2 aprile, quanto l’attuale ritorno di entusiasmo per l’intelligenza artificiale rischiano di portare a scelte impulsive di asset allocation.

Mancano ancora dati solidi, in particolare sull’impatto effettivo delle tariffe sui consumi interni e sulla velocità di monetizzazione delle innovazioni AI. Parlare ora di “tempesta perfetta” o di “pericolo scampato” è semplicemente prematuro. La direzione dell’economia USA per la seconda metà del 2025 si definirà solo con l’arrivo dei dati del terzo trimestre, che permetteranno di distinguere tra annunci e realtà.

Nel frattempo, serve un approccio paziente e analitico. I rischi restano elevati, e i mercati potrebbero punire eccessi sia di pessimismo che di euforia. Non è il momento delle scommesse, ma della disciplina.

Consulente Finanziario Indipendente

Migliora i tuoi investimenti finanziari

Proteggi i tuoi risparmi, elimina i costi nascosti e fai crescere il tuo patrimonio.

Ti aiuto a pianificare il tuo futuro con strategie di investimento semplici, sicure e personalizzate, pensate per ottimizzare il tuo capitale e raggiungere i tuoi obiettivi.

Flavio Ferrara - Consulente Finanziario Indipendente
Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

Seguici su

Ultimi articoli