Ieri, in chiusura a Wall Street, le azioni Tesla hanno guadagnato quasi il 7% dopo che Elon Musk ha ribadito, durante il fine settimana, la sua intenzione di concentrarsi pienamente sulle attività chiave del gruppo.
L’ottimismo del mercato si è rafforzato in vista del tanto atteso lancio del servizio robotaxi di Tesla, previsto per giugno ad Austin. Tuttavia, dietro al rally azionario si celano molte incertezze operative e competitive che rendono il futuro di Tesla decisamente meno limpido di quanto il prezzo in Borsa suggerisca.
Robotaxi Tesla: entusiasmo, ma tanti interrogativi
Tesla sta accelerando per lanciare il suo servizio limitato di robotaxi ad Austin il mese prossimo. I primi test con conducenti di sicurezza sono iniziati da poche settimane sia ad Austin che nella Bay Area di San Francisco. L’azienda ha avviato incontri informativi con agenzie texane e autorità municipali, ma permangono gravi lacune.
Dipartimenti chiave, come i Vigili del Fuoco e il Dipartimento dei Trasporti di Austin, non hanno ancora ricevuto informazioni operative, guide per la sicurezza o specifiche tecniche sul grado di autonomia dei veicoli. Tesla non ha confermato il livello SAE (da 0 a 5) che verrà utilizzato, né ha condiviso protocolli di intervento con i soccorritori. Si tratta di passaggi essenziali, soprattutto in vista del lancio su strade pubbliche.
La concorrenza: Waymo è (molto) avanti
Nel frattempo, il principale concorrente di Tesla nei robotaxi è Waymo, azienda del gruppo Alphabet, che già oggi effettua oltre 250.000 corse settimanali completamente autonome in diverse città americane.
Waymo ha accordi strategici con Hyundai e Toyota, e dispone di un sistema di guida autonoma di quinta generazione, dotato di lidar, radar e 29 telecamere, che garantisce affidabilità e sicurezza in scenari reali. Tesla, al contrario, si basa su un approccio vision-only, con otto telecamere e software FSD ancora al livello 2, che richiede supervisione costante del conducente.
Il nuovo sistema “FSD Unsupervised” che Tesla promette per i robotaxi di giugno non è stato ancora testato pubblicamente. Mentre Waymo entra nei veicoli privati con Toyota, Tesla rischia di farsi scavalcare proprio nel settore che aveva promesso di rivoluzionare per primo.
Cina: la guerra dei prezzi minaccia Tesla
Nel mercato cinese, il più importante per Tesla, è scoppiata una nuova e violenta guerra dei prezzi tra produttori di veicoli elettrici. Il concorrente BYD ha tagliato i prezzi della sua berlina Seagull del 20% e della ibrida Seal del 34%, scatenando un’ondata di sconti generalizzati.
Gli analisti di Citi hanno rilevato un balzo del 30-40% delle visite nei concessionari BYD subito dopo gli sconti. Tuttavia, ritengono che BYD guadagnerà quote, mentre i concorrenti – Tesla inclusa – rischiano di vedere i margini operativi azzerati, specie nella Gigafactory di Shanghai, che produce volumi elevati per il mercato locale.
Tesla si trova a un bivio: difendere le quote di mercato in Cina oppure mantenere i margini – due opzioni che oggi sembrano incompatibili.
Musk e l’effetto FOMO: il pifferaio di Hamelin di Wall Street?
Elon Musk, invece di affrontare le criticità, continua a suonare la dolce melodia dell’ottimismo per gli investitori retail, che temono di aver “perso il treno” – il classico effetto FOMO (Fear of Missing Out).
Musk ha dichiarato che la domanda è solida, e ha citato il rialzo del titolo TSLA come prova indiretta delle buone vendite. Ma le stime di consegne per il Q2 pubblicate da Troy Teslike – uno dei riferimenti più seguiti dalla community – raccontano un’altra storia: tra 350.000 e 395.000 veicoli consegnati, con un calo dell’11-20% su base annua. Per l’intero 2025, Teslike prevede un declino delle consegne del 16%.
Numeri che, se confermati, annullerebbero di fatto ogni margine operativo e renderebbero insostenibile l’attuale valutazione di mercato.
Una valutazione da bolla?
Oggi le azioni Tesla quotano con un P/E forward di 135, un multiplo elevatissimo, costruito su previsioni già molto ottimistiche. In base a valutazioni conservative, il fair value finanziario del titolo non supera i 50 dollari, contro un prezzo che si avvicina nuovamente ai 400 dollari.
In queste condizioni, parlare di “occasione” di acquisto appare quanto meno azzardato. Il divario tra prezzo di mercato e valore intrinseco è talmente ampio da rappresentare un rischio sistemico per chi entra ora, convinto solo dalla narrativa Musk-centrica.
Conclusione
Tesla resta una delle aziende più iconiche del mercato, ma il quadro attuale è tutt’altro che roseo.
- Il robotaxi è ancora in fase embrionale;
- la concorrenza in Cina e negli USA si fa più agguerrita;
- i margini sono sotto pressione;
- e il titolo è sopravvalutato secondo ogni parametro oggettivo.
In questo momento, più che cavalcare l’hype, è opportuno fermarsi a riflettere.
Il treno potrebbe non essere partito: potrebbe semplicemente essere diretto fuori binario.
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