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Quale sarà la prima Banca Centrale a tagliare i tassi, la BCE o la FED?

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Il quadro macroeconomico è profondamente diverso, a seconda che si parli di UE o di USA, ma non necessariamente la Banca Centrale che opera nell’economia più debole sarà la prima a tagliare i tassi.

Alcuni analisti ritengono che la BCE procederà al taglio dei tassi prima della Fed, perché ritengono che le condizioni economico e il calo dell’inflazione diano alla BCE margini di manovra più ampi rispetto alle Fed.

Questi analisti basano le loro aspettative sul fatto che alla luce del diverso andamento economico tra le due sponde dell’Atlantico, gli investitori si chiedono se la BCE taglierà i tassi prima della Fed.

La risposta non è affatto scontata. La BCE sembra tuttavia avere un margine di manovra molto maggiore per tagliare i tassi rispetto alle FED.

Il quadro macroeconomico nell’UE

L’economia dell’Eurozona per ora non riesce a riprendere la strada della crescita.

Il PIL dell’Eurozona è sceso nel terzo trimestre, ed è rimasto praticamente invariato nel quarto trimestre, mentre preoccupa la fiducia dei consumatori che i dati di febbraio hanno mostrato in deciso ribasso, al di sotto delle attese (-15,5 punti contro +16 atteso e -16,1 di gennaio).

All’interno dell’UE, la più grande economia dell’Eurozona, cioè la Germania, è in piena recessione.

Primo fra tutti, spicca l’indicatore IFO, che si trova praticamente sui minimi degli ultimi quattro anni e i dati economici più recenti non fanno ancora vedere la luce in fondo al tunnel, perché la produzione industriale è diminuita dell’1,6% a dicembre su base mensile, in accelerazione negativa rispetto al risultato dell’1,5% dell’intero anno del 2023.

Il dato che fotografa meglio la situazione economica della Germania sono le esportazioni sono diminuite del 4,6% a dicembre e dell’1,4% su tutto l’anno, soprattutto a causa dei minori ordini dalla Cina.

Mese dopo mese, il peso del costo del debito erode la capacità di spesa dei consumatori, visto che il tasso medio dei prestiti ipotecari è arrivato al 4% e che la domanda di credito da parte delle imprese è in diminuzione a causa dei tassi elevati. In particolare a soffrire dell’aumento dei tassi ipotecari sono i proprietari di case spagnoli e italiani, a causa dell’esposizione a tassi variabili.

In Italia si calcola che per 500.000 famiglie la rata mensile del mutuo sulla casa sia arrivata a pesare più del 50% degli introiti netti familiari.

Il quadro economico negli USA

Al contrario, sulla base degli ultimi dati economici, l’economia negli USA si dimostra ancora molto forte e un taglio dei tassi della FED a marzo sembra ormai definitivamente tramontato, mentre sono drasticamente diminuite le probabilità che la Fed proceda col primo taglio dei tassi a maggio per capire se.

Negli USA le ultime riunioni utili per tagliare i tassi di metà giugno e fine luglio, perché successivamente la FED entrerà nel consueto “quiet period” immediatamente antecedente alle elezioni Presidenziali, per non essere accusata di favorire il Presidente uscente.

Nelle ultime settimane diversi autorevoli membri del FOMC hanno indicato un approccio paziente verso l’allentamento della politica monetaria.

L’economia degli USA è cresciuta a un ritmo annualizzato del 2,5% nel 2023, incoraggiando i membri del FOMC a ritenere che la progressione di 11 rialzi dei tassi di interesse attuati nel 2022 e nel 2023 non abbia sostanzialmente ostacolato la crescita.

Al contrario, il mercato del lavoro statunitense ha continuato ad espandersi a un ritmo sostenuto, aggiungendo 353.000 posti di lavoro non agricoli a gennaio.

Secondo la Fed di Atlanta, i dati economici del primo trimestre indicano finora una crescita del PIL del 2,9%.

La discussione in precedenza era tra soft landing e hard landing, ma ora il quadro fa emergere un possibile “no landing” e in queste condizioni la FED rimane cauta per il timore che un taglio dei tassi faccia partire una bolla, un’esuberanza irrazionale che alla fine crei più problemi di un rallentamento dell’economia.

Allora la BCE sarà la prima Banca Centrale a tagliare i tassi?

 A questo interrogativo ha risposto la stessa Presidente della BCE, Christine Lagarde, che ha ripetuto a chiare lettere che si dovranno vedere ulteriori progressi nella discesa dell’inflazione  per essere sicuri che la discesa dei prezzi che sia sostenibile e con questi presupposti un taglio dei tassi prima dell’estate resta improbabile.

LA BCE guarda ai salari, che sono aumentati del 4,5% YoY nell’ultimo trimestre del 2023, sempre alti, sebbene in flessione rispetto al 4,7% del terzo trimestre, e poco compatibili con l’obiettivo di inflazione del 2%.

Se tutto va bene, se la FED taglierà i tassi a metà giugno, la BCE si adeguerà nella riunione del 18 luglio, ma difficilmente farà qualcosa prima della FED.

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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