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La Federal Reserve ha dato un segnale non univoco, ma a doppia faccia’

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Ieri la Federal Reserve ha dato un segnale non univoco, ma a doppia faccia’, indicando che ha terminato di aumentare i tassi di interesse, ma che non è pronta per iniziare a tagliare i Fed Funds.

Il Federal Open Market Committee ha eliminato dal verbale la frase che indicava di voler continuare ad aumentare i tassi di interesse fino a quando l’inflazione non fosse stata portata sotto controllo e non si fosse riportata verso i 2 livelli fissati dalla Fed, ma che, l’inflazione ancora al di sopra dell’obiettivo della banca centrale, non ci sono ancora piani per tagliare i tassi.

Sostanzialmente il FOMC non ritiene appropriato ridurre l’intervallo obiettivo finché non avrà acquisito maggiore fiducia che l’inflazione si sta muovendo sostenibile verso il 2%.

Il presidente della Fed Jerome Powell ha dichiarato di essere in attesa di vedere ulteriori dati per verificare che le tendenze di disinflazione continuino: “Nel considerare eventuali aggiustamenti all’intervallo obiettivo per il tasso dei fondi federali, il Comitato valuterà attentamente i dati in arrivo, l’evoluzione delle prospettive e l’equilibrio dei rischi” ha detto esplicitamente.  

Powell e il FOMC tengono saldo il timone dell’economia

La Fed sta cercando di trovare la strada migliore per gestire la rotta da seguire, in un contesto di inflazione in calo e di crescita economica ancora robusta.

Il FOMC ha dichiarato che le prospettive economiche sono ancora incerte e il Comitato rimane molto attento ai rischi di inflazione.

La Fed non ha esplicitamente escluso ulteriori rialzi dei tassi e ha lasciato la questione almeno in qualche modo aperta.

Molti investitori si aspettavano che la Fed potesse iniziare a ridurre i Fed Funds di riferimento tra marzo e maggio, ma i membri del FOMC sono stati più cauti e hanno avvertito che non vedono la necessità di agire rapidamente, ma osserveranno l’evolversi dei dati economici, prima di agire.

Il tasso di riferimento rimane fissato in un intervallo compreso tra il 5,25% e il 5,5%, il più alto in quasi 23 anni.

Per ora la politica monetaria della Fed ha ottenuto il successo, provocando un’ondata di decelerazione dell’inflazione, con un mercato del lavoro e una crescita economica ancora robusti e questo successo dal FOMC un importante margine di manovra per iniziare ad allentare la politica monetaria perché non si può escludere il “No landing”.

Ossia, una crescita che potrebbe riaccelerare e spingere nuovamente i prezzi verso l’alto.

L’ulteriore obiettivo raggiunto è che, durante la fase di 11 rialzi dei tassi, c’è stato un processo parallelo che ha ridotto più di 1.200 miliardi di dollari dal bilancio della banca centrale deflusso che continuerà a ritmo sostenuto.

I possibili rischi di ripresa dell’inflazione

Uno dei possibili rischi di ripresa dell’inflazione è la situazione nel Mar Rossi/ Canale di Suez.

In questo momento per le aziende statunitensi, le tariffe di spedizione sono in continuo rialzo.

Secondo Sand, le tariffe per la rotta commerciale dall’Estremo Oriente alla costa orientale degli Stati Uniti sono ancora in aumento, con picchi dei prezzi spot dei container fino a 10.000 dollari, tanto che alcuni vettori hanno cominciato a spostare più merci verso il trasporto aereo.

Gli analisti temono che i vettori marittimi possano approfittare della crisi per aumentare eccessivamente i prezzi.

Il secondo rischio è anch’esso derivante dalla situazione in Medio Oriente e riguarda i prezzi dell’energia. Il terzo rischio è lo scenario “No landing”, in cui la disoccupazione rimanga molto bassa e i salari continuo a crescere al ritmo del 4% annuo, con conseguente pressione sui prezzi dei beni e servizi che fanno parte della “core inflation”.

Don’t fight the FED

Per il momento la FED sta avendo pieno successo e non c’è motivo per ritenere che stia sbagliando politica.

Se non taglierà i tassi nel primo semestre, sarà perché l’economia continua crescere.

I mercati sono andati troppo avanti “too far, too fast” in gergo borsistico, ma non bisogna farne un dramma perché, se l’economia continuerà a crescere, dopo un aggiustamento di breve termine, anche i mercati continueranno a crescere.

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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