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L’uranio è caldo e potrebbe diventare ancora più caldo

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L’uranio ha visto un rally esplosivo negli ultimi tre anni, con il suo prezzo più che triplicato e raggiunto il massimo degli ultimi 16 anni.

E questa forza non è destinata a svanire presto, soprattutto ora che Kazatomprom, il più grande produttore mondiale di materiale radioattivo, avverte di carenze di approvvigionamento nei prossimi due anni.

L’azienda mineraria con sede in Kazakistan, che rappresenta oltre un quinto della produzione globale, ha recentemente avvertito che la sua produzione quest’anno mancherà le aspettative a causa della carenza di acido solforico, un componente cruciale nell’estrazione dell’uranio dal minerale.

E ha affermato che anche i suoi obiettivi di produzione per il 2025 potrebbero subire un duro colpo.

Rialzo imminente del prezzo dell’Uranio?

Le carenze non faranno altro che aggravare lo squilibrio esistente tra domanda e offerta di uranio.

L’impennata del metallo negli ultimi anni è dovuta principalmente al semplice fatto che ce n’è meno in circolazione e la domanda è in crescita.

Vedete, i Governi stanno cercando di costruire nuovi impianti nucleari per ridurre la loro dipendenza dai combustibili fossili e garantire una maggiore indipendenza energetica, in particolare dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Inoltre, l’energia nucleare è considerata una fonte di energia pulita, il che potrebbe aiutare i paesi a raggiungere i propri obiettivi di emissioni e spiega perché la World Nuclear Association ha recentemente aumentato le sue previsioni sull’uso globale dell’energia nucleare.

Il problema è che le scorte di uranio sono scarse: l’estrazione mineraria si è ridotta oltre un decennio fa perché la gente si è spaventata dopo il disastro nucleare di Fukushima in Giappone nel 2011.

Quindi ci sono stati meno nuovi progetti minerari approvati e meno materiale estratto dal suolo.

Anche un recente colpo di stato in Niger, uno dei principali produttori di uranio, e le sfide legate alla produzione mineraria in Canada hanno ridotto l’offerta.

Quindi questi nuovi avvertimenti sulla produzione da parte del più grande produttore mondiale di uranio sono notizie sgradite.

Non c’è una soluzione rapida: i progetti sull’uranio richiedono molto tempo per essere avviati; quindi, il mercato probabilmente sarà ristretto per qualche tempo.

Come investire nell’uranio?

L’uranio è stata una delle materie prime con le migliori performance lo scorso anno e, con tutti questi fattori, potrebbe continuare la sua serie positiva.

Inoltre, potrebbe potenzialmente apportare una nuova diversificazione al tuo portafoglio, poiché non tende a salire e scendere insieme ad azioni o obbligazioni.

Nel mercato europeo sono presenti solo 3 ETF puri sull’uranio (diretto od indiretto); tuttavia, occorre tener conto che il patrimonio gestito è inferiore ai 500 mln di €:

  • HANetf Sprott Uranium Miners UCITS ETF Acc (ISIN IE0005YK6564) TER 0,85%;
  • Global X Uranium UCITS ETF USD Accumulating (ISIN IE000NDWFGA5) TER 0,65%;
  • VanEck Uranium and Nuclear Technologies UCITS ETF A (ISIN IE000M7V94E1) TER 0,55%;

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Flavio Ferrara
Flavio Ferrara
Consulente Finanziario Indipendente (delibera numero 2046 del 25/10/2022 con matricola n. 631131). Da sempre interessato alla finanza, ha dedicato gli studi nell'analisi tecno-grafica e nell'analisi fondamentale dei Mercati Finanziari. Laureato in Scienze Economiche, ha frequentato diversi corsi di specializzazione tra i quali un Master in Corporate Finance e un corso in Value Investing. Spinto dagli studi e dalla specializzazione in Finanza, ha deciso di iscriversi all’esame OCF, superato con successo, e diventare un Consulente Finanziario Indipendente. La sua esperienza non solo teorica è a disposizione per assistere le persone nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari. Sostiene il concetto di una sana pianificazione finanziaria, in cui gli investitori ottengono rendimenti attraverso il valore creato nell’economia reale.

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