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Cina: uno dei problemi dell’economia è la riduzione della popolazione in età lavorativa

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Lo studio della demografia è una delle componenti fondamentali per capire le dinamiche economiche di un Paese come la Cina.

In base ai dati ufficiali diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica questa settimana, la percentuale della popolazione in età lavorativa della Cina rispetto al numero totale di persone nel paese (le persone di età compresa tra 16 e 59 anni) rappresentavano il 61,3% della popolazione della Cina continentale, in calo rispetto al 62% dell’anno precedente.

Nonostante il calo, nel 2022 la percentuale della popolazione in età lavorativa in Cina era superiore al 58,5% del Giappone, al 64,9% degli Stati Uniti e al 68,5% del Vietnam.

Per l’India, la quota era pari al 67,8% della popolazione totale nel 2022, rispetto al 67,5% l’anno precedente, hanno mostrato i dati della Banca Mondiale.

Di certo c’è che La Cina sta invecchiando rapidamente, poiché si sta riducendo costantemente il numero delle persone che hanno figli, mentre la durata della vita aumenta.

Malgrado la decisione politica del Governo cinese di iniziare ad allentare le restrizioni che limitavano le famiglie ad avere un figlio ciascuna, le nascite sono diminuite.

Una riduzione del rapporto delle persone in età lavorativa sul totale della popolazione significa che meno persone devono sostenere una quota maggiore della popolazione.

Oltre a questo fattore, va considerato che anche la popolazione totale in Cina diminuisce.

In Cina sta diminuendo anche la popolazione totale

Nel 2023 la popolazione totale della Cina è diminuita di oltre 2 milioni di persone rispetto al 2022, scendendo a 1,41 miliardi, con un calo decisamente maggiore rispetto al calo di 850.000 persone registrato nel 2022 rispetto al 2021, che si trattava del primo calo della popolazione del paese dagli anni ’60.

La popolazione cinese in età lavorativa è diminuita dopo aver raggiunto il picco nel 2011 e questa contrazione della popolazione in età lavorativa si va sommare ai cambiamenti strutturali nelle dinamiche della domanda e dell’offerta di lavoro.

Va considerato che le aziende cinesi stanno accelerando l’adozione della tecnologia, nei settori dell’automazione, della robotica, della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale.

Si tratta di un fenomeno irreversibile perché fa aumentare la produttività risparmiando sui costi.

Ulteriori opportunità per la Cina di aumentare la produttività della propria forza lavoro deriveranno dai miglioramenti dell’istruzione professionale.

Continuerà quindi l’utilizzo dell’eccesso di offerta di manodopera rurale e molto probabilmente aumenterà l’età pensionabile.

Disoccupazione giovanile in aumento

Un altro fattore destabilizzante per l’economia cinese è la disoccupazione giovanile, che è salita a livelli record superiori al 20%, sia a causa del rallentamento della crescita economica, sia a causa del disallineamento tra posti di lavoro disponibili e competenze dei giovani in età da lavoro.

Con una mossa tipica del Governo cinese, sempre più incline all’opacità che alla trasparenza, durante l’estate l’ufficio statistico aveva sospeso la pubblicazione del tasso di disoccupazione giovanile, affermando che era necessario rivalutare i metodi di calcolo.

Questa settimana, sono finalmente usciti i nuovi dati, insieme a una nuova ripartizione della disoccupazione per più categorie di età.

I numeri aggiornati escludono le persone che frequentano ancora la scuola, ovvero circa il 60% delle persone di età compresa tra 16 e 24 anni, ha affermato l’ufficio di presidenza.

A dicembre, il tasso di disoccupazione per la categoria di età compresa tra 16 e 24 anni era del 14,9%, quello per le persone di età compresa tra 25 e 29 anni era del 6,1% e del 3,9% per le persone di età compresa tra 30 e 59 anni.

L’ufficio di presidenza ha affermato che il tasso di disoccupazione complessivo nelle città era del 5,1%.

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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