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Mercati Azionari: SP500, essere o non essere ribassisti? Lasciamo parlare Mr. Market

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La settimana scorsa avevamo evidenziato che l’analisi tecnica non è una scienza esatta che può prevedere giorno, ora e minuto in cui ci sarà l’inversione di tendenza, ma può chiaramente evidenziare i rischi del mercato.

Siamo in un’area molto ampia che costituisce una forte area di resistenza (area che va da 4375 a 4550-4600), gli indicatori di sentimenti segnalano un eccesso di ottimismo, la Put/call ratio segnala che c’è una forte leva Long sul mercato, il McClellan Diffusion index segnala che ormai la rotazione settoriale è completa e il rialzo è a livelli estremi.

Quanto può durare ancora?

Siamo già sopra la media del rialzo del terzo anno del ciclo elettorale U.S.A. e mancano 5 mesi alla fine dell’anno, ci sono tutti i presupposti per una correzione consistente e pensare che “This time is different” è proprio uno di questi presupposti.

Tecnicamente nei nostri report settimanali abbiamo mostrato un Bias negativo a partire dal mese di giugno, quando è stato raggiunto il livello dell’indice SP500 tra 4325-4375, che era il nostro obiettivo dell’Onda B di un ciclo ribassista multi-annuale, iniziato a gennaio 2022.

Da un punto di vista delle onde di Elliott, c’era la possibilità di massimo verso fine giugno (mese, tra l’altro, statisticamente negativo nella stagionalità dell’indice SP500), rappresentato dal potenziale massimo dell’onda C della struttura A-B-C Leading diagonal iniziata ad ottobre 2022.

Dopo un primo top ai livelli del nostro obiettivo, c’è stato un veloce ribasso che ha formato un supporto a 4325 (4375 del future scadenza settembre 2023).

Questo livello è diventato immediatamente il nuovo livello pivot e avevamo evidenziato che senza la rottura dell’area pivot a 4325, si sarebbe potuto verificare overshooting al rialzo, che da un punto di vista strategico era un’area di vendita e di alleggerimento delle posizioni Long.

È cambiato qualcosa dal punto di vista tecnico? La risposta è NO, quindi manteniamo la stessa visione perché nulla è cambiato, non perché siamo testardi e vediamo solo il ribasso.

I punti di riferimento per i prossimi giorni sono invariati, ci aspettiamo un protrarsi della fase di distribuzione perché siamo in coincidenza col fine mese.

L’indicatore di sentiment composito CNN Fear & Greed Index ha raggiunto un territorio contrarian simile a quello dei massimi di fine 2021/inizio 2022 e come testimonia il Put/call ratio, c’è una fortissima leva rialzista sul mercato, col sentiment degli investitori retail sui livelli massimi.

Da notare anche l’intasamento totale sul McClellan Diffusion Index, che di solito è il miglior indicatore dell’effetto F.O.M.O., perché il momentum della rotazione settoriale, cioè quando è sui massimi, ormai il mercato ha completato tutte le possibili rotazioni settoriali per rafforzare il trend.

Fermo restando che in formazione un top di medio termine, nel brevissimo l’indice SP500 sembra bloccato al rialzo dall’area di resistenza 4505/4540, mentre bisogna monitorare attentamente il minimo della scorsa settimana a 4448 dell’SP500, la cui eventuale rottura sarebbe un significativo segnale ribassista, che aprirebbe la porta verso 4325 dell’SP500 (4375 del future settembre 2023), che rappresenta il livello pivot di medio termine, al di sotto del quale potremmo dichiarare terminata l’Onda B e iniziata una nuova fase di ribasso di medio termine.

Grafico giornaliero S&P 500

Analisi del trend di lungo termine: L’analisi è assolutamente invariata, ormai da parecchie settimane. Ripercorriamo l’andamento dell’indice SP500 dopo il minimo toccato a 3490 a metà ottobre 2022.

C’è stato un primo rally verso l’area 4100, seguito da un pullback correttivo a 3850 prima di Natale 2022.

Da quando abbiamo toccato il minimo del pullback di dicembre, il mercato si è ripreso in modo molto sovrapposto con strutture a 3 onde raggiungendo un nuovo massimo a 4545 dell’indice Sp500.

Un movimento come questo, nella migliore delle ipotesi può essere classificato come leading diagonal, il cui target avevamo sempre detto potesse essere 4300-4375, con un possibile overshooting di un centinaio di punti.

A questo punto l’onda B dovrebbe essere stata completata proprio nel mese di luglio.

Grafico settimanale S&P 500

Mercati Azionari: in che stadio del trend ci troviamo?

Analisi del trend di medio termine: Dopo il minimo di 3490 del 13 ottobre, configurabile come è il bottom dell’onda C di un primo A-B-C dal massimo di gennaio di 4818 dell’indice SP500.

Il movimento diagonale finale dell’indice SP500 ha raggiunto e superato di un centinaio di punti l’obiettivo minimo di 4315-4375 e si configura il raggiungimento del top di una grande onda durata quasi 9 mesi. L’evoluzione probabile è la formazione di un top di medio termine, corrispondente ad un’onda B.

Grafico mensile S&P 500

Analisi del trend di brevissimo termine: l’indice SP500 dopo aver fatto una piccola correzione di un centinaio di punti, scendendo marginalmente sotto il pivot point a livello di 4400 del future scadenza, ha fatto segnare un nuovo massimo a 4545, anche se nelle ultime ore di contrattazione di venerdì 14 ha ritracciato fino a tornare a 4500.

Nel caso in cui, dopo questo nuovo, l’indice SP500 dovesse scendere nuovamente sotto il pivot point di 4375 del future scadenza settembre 2023, potrebbe partire una consistente correzione di medio termine, la camera gas è pronta, basta una scintilla per farla esplodere.

Grafico 4 ore S&P 500

L’indice Nasdaq 100 dopo aver fatto una piccola correzione, senza dare un chiaro segnale, che potesse indicare l’inizio dell’attesa fase di ribasso di medio termine, ha ripreso a salire e ha fatto segnare nuovi massimi, spinto dalle megacaps tecnologiche.

Ormai il sentiment è a livelli esasperati di eccesso di ottimismo che basterebbe poco per ribaltare la situazione, ma l’analisi tecnica è un esercizio di disciplina e richiede sempre un trigger per innestare un nuovo trend.

Ancora non si è concretizzato un trigger affidabile, aspettiamo vigili.

Grafico giornaliero Nasdaq

Mercati Azionari: il sentiment mostra ancora un forte eccesso di ottimismo, il Fear & Greed index ha toccato livelli estremi

L’indicatore CNN Fear & Greed ha chiuso la settimana sul livello di 80, l’euforia non accenna a diminuire e la componente del mercato delle options segnala che c’è una fortissima leva long.

Indicatore CNN Fear & Greed

Il McClellan volume summation index è arrivato anch’esso su livelli estremi, da effetto F.O.M.O e segnale una fase di euforia diffusa.

l McClellan volume summation index
Put/call ratio index

L’ultimo grafico, relativo alla put/call ratio, fotografa l’ampiezza della leva al rialzo del mercato, cioè la quantità di scommesse al rialzo fatte con opzioni call (cioè, il denominatore del Put/Call ratio).

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Approfondimento

Mercati Azionari: ormai nessuno crede più nel ribasso, This time is different: Only the sky is the limit

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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