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Il rialzo della quotazione delle azioni Unicredit può continuare?

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La quotazione delle azioni Unicredit hanno seguito il rialzo del settore bancario e il management ha disegnato uno scenario “blue sky” nel corso della presentazione del bilancio 2022.

Chiaramente le azioni Unicredit (MIL:UCG) fanno parte di un settore come quello bancario, strettamente legato al ciclo dei tassi di interesse.

UniCredit è un Gruppo bancario paneuropeo integrato, con 26 milioni di clienti e una rete in Europa Occidentale, Centrale e Orientale, presente nei propri 13 mercati strategici e in altri 18 Paesi in tutto il mondo.

Il network del Gruppo in Europa comprende: Italia, Germania, Austria, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia e Ungheria.

UniCredit ha un’offerta commerciale integrata, che sfrutta le forti sinergie tra le diverse divisioni di business, tra cui CIB, Commercial Banking e Wealth Management.

L’impatto della svalutazione degli asset in Russia

Fonte: Unicredit Investor Relations

Per il momento l’impatto materiale sul bilancio è stato coperto con un accantonamento di 4,1%, che malgrado le ampie rassicurazioni del management, non è ancora sufficiente.

Infatti, come si può vedere dalla tabella fornita durante la presentazione del bilancio 2022, l’impatto sul CET1 è stato solo di 31 punti base, mentre l’impatto di azzeramento totale delle attività in Russia sarebbe di 58 punti base e si rifletterebbe sulla futura quotazione delle azioni Unicredit.

Cosa dicono gli indicatori fondamentali di bilancio?

Fonte: Unicredit Investor Relations

Nel 2002 i ricavi totali di Gruppo sono stati pari a €20,3miliardi, con un margine di interesse pari a €10,7miliardi e commissioni pari a €6,8miliardi. Il quarto trimestre ha rappresentato l’ottavo trimestre consecutivo di crescita.

C’è stata una riduzione dei costi del Gruppo pari al 2% e a €9,6miliardiper FY22, nonostante le forti pressioni inflazionistiche e senza impatti sulla crescita. Il risultato è una leva operativa positiva di 16 punti base.

La posizione patrimoniale si è rafforzata, l’indicatore CET1 ratio è salito al 14,91%, in rialzo di 78 punti base anno su anno, grazie ad una generazione organica di capitale pari a 279 punti base.

L’EPS ha avuto una crescita del 58%, pari a €2,50, con una distribuzione agli azionisti di € 5,25miliardi, in crescita di € 1,5miliardi (in crescita del 40%) rispetto all’anno precedente, tra dividendo in contanti di € 1,91miliardi e riacquisto di azioni proprie per € 3,34miliardi.

L’approccio verso le attività bloccate in Russia è stato di agire con accantonamenti e un decremento di oltre € 4 miliardi nel corso dell’anno, comunque non ancora sufficienti per coprire una probabile svalutazione totale.

Conviene comprare azioni Unicredit a questi prezzi?

Le azioni Unicredit hanno beneficiato della performance positiva del settore bancario, che tradizionalmente beneficia di un ciclo di rialzo dei tassi per il positivo incremento del margine di interesse.

Ai prezzi correnti Unicredit quota un P/E di 6,4 volte sull’utile del 2023 e 5,6 volte l’utile previsto per il 2024, con un dividend yield di 5,6%, mentre il target medio degli analisti è intorno a 22 euro, circa un margine di apprezzamento teorico del 26% rispetto prezzi di mercato.

Le azioni Unicredit a prima vista potrebbero sembrare interessanti, ma le prospettive di Unicredit sono di una crescita organica piuttosto stagnante, per questo è probabile il ricorso a qualche acquisizione aggregazione.

Allo stato attuale, dopo il consistente rialzo degli ultimi 3 mesi, le azioni Unicredit scontano uno scenario futuro decisamente troppo ‘blue sky’, mentre sorprese negative possono essere sempre dietro l’angolo.

La recente dichiarazione di Moody’s di probabile declassamento del rating del debito pubblico italiano, se concretizzata, avrebbe un impatto materiale anche sul valore di Unicredit.

Non riteniamo quindi conveniente comprare azioni Unicredit in questo momento, soprattutto in attesa della questione Moody’s.

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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