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Outlook dei mercati finanziari per il secondo trimestre 2023: è in arrivo il “pivot” della FED?

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È veramente in arrivo il “pivot” della FED? Nelle ultime settimane i due fattori maggiormente seguiti dagli investitori sono stati l’evidente deterioramento delle statistiche macroeconomiche statunitensi e la crisi del settore bancario, emersa con il fallimento della Silicon Valley Bank.

Questi fattori hanno fatto aumentare le speranze degli investitori di un allentamento monetario a medio termine negli Stati Uniti o almeno di una pausa, il cosiddetto “pivot” da parte della FED.

Le prossime statistiche previste (inflazione, consumi, fiducia) avranno un peso importante nella scelta della strategia che la banca centrale statunitense applicherà nella riunione del 3 maggio.

Il quadro macroeconomico

ISM manufacturing

Uno degli indicatori macroeconomici tradizionalmente più seguiti per capire l’evoluzione dell’economia U.S.A. è l’ISM Manufacturing index.

Il PMI manifatturiero ISM è sceso a 46,3 nel mese marzo, livello più basso da maggio 2020, rispetto al 47,7 di febbraio e un consenso di 47,5.

Questo significa che la politica monetaria restrittiva e i crescenti timori di recessione stanno iniziando a pesare sulle imprese.

Si tratta del quinto mese consecutivo di contrazione dell’attività industriale, poiché le aziende continuano a tagliare la produzione per adeguarsi ai livelli di domanda.

C’è stato un crollo dei nuovi ordini (44,3 vs 47), insieme ad una contrazione dell’occupazione (46,9 vs 49,1) Allo stesso tempo, la pressione sui prezzi si è ulteriormente allentata (49,2 s 51,3).

Un dato significativo che potrebbe preannunciare un forte raffreddamento del mercato del lavoro è stato il calo della statistica JOLTS (Jobs opening) all’inizio della scorsa settimana.

Si è verificato un calo di 632.000 offerte di lavoro, per la prima volta in 2 anni, e il dato è sceso al di sotto della soglia simbolica dei 10 milioni.

Grafico settimanale nuovi lavori JOLTs

Per valutare la debolezza del mercato del lavoro, il dato più seguito è il non farm payrolls, che invece per ora tiene, ma i Jobs opening potrebbe anticipare un calo del non farm payrolls entro la fine del trimestre in corso.

Normalmente questo dovrebbe comportare un allentamento della politica monetaria da parte della Fed, il c.d. “pivot” e, di conseguenza, un rialzo del mercato azionario.

Sono finite le spinte inflazionistiche delle materie prime?

L’inflazione è scesa significativamente, ma non è del tutto domata e si sta stabilizzando sullo scalino del 4%.

Questo significa che c’è ancora inflazione e il direttivo della FED potrebbe temere che mettere fine prematuramente ai rialzi dei tassi possa rafforzare l’attuale aumento dei prezzi.

In questo contesto è arrivato un taglio inaspettato della produzione di petrolio da parte dell’Opec fino a 1,66 milioni di barili al giorno nelle prossime settimane.

Il taglio di produzione ha fatto salire il greggio Brent fino alla chiusura di giovedì pomeriggio a 84,6 dollari, rispetto ai meno di 80 dollari della settimana precedente.

A parità di perimetro di domanda di petrolio, l’influenza dei Paesi OPEC+ sul petrolio è considerevole perché gli U.S.A. hanno già ridotto le scorte strategiche nel 2022 per far pressione al ribasso sui prezzi e non possono più fare pressione facilmente sulle quote di mercato.

Il quadro cambierebbe radicalmente se aumentassero di segnali di recessione, che comporterebbe di conseguenza una minore domanda di petrolio.

Possibili scenari sui mercati finanziari

Statisticamente aprile è il secondo miglior mese per i mercati azionari U.S.A. dopo luglio.

I dati macroeconomici della settimana entrante saranno estremamente importanti, a partire da mercoledì 12 aprile con l’annuncio dell’inflazione statunitense di marzo e con la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Fed.

Nella giornata di venerdì 14, si andrà a fare un check sulla forza dell’economia, con i dati sulle vendite al dettaglio e sull’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.

Questi dati possono dare un impulso rialzista ai mercati azionari, che dovrebbe durare fino al prossimo FOMC della Fed, previsto per i primi giorni di maggio.

Se i dati economici continueranno a peggiorare, il “pivot” della FED sarà inevitabile e con esso aumenteranno le aspettative di hard landing.

Un indicatore significativo delle aspettative di recessione da parte degli investitori è il rendimento del Treasury 10yr, il quale sta per rompere al ribasso il livello 3,35%, a supporto del trading range di distribuzione in corso dallo scorso ottobre.

Tirando le somme, probabile un rally dei mercati finanziari in previsione di un “pivot” della FED, poi potrebbe prevalere la cautela con il classico “sell the news”, quando la FED dovesse ufficializzare il pivot ai primi di maggio.

Insomma lo scenario di “Sell in May and Go Away” ha buone probabilità di concretizzarsi anche quest’anno.

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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