Quando si parla di quotazione Ferragamo si finisce sempre per ipotizzare la cessione dell’azienda ad uno dei grandi gruppi della moda.
Salvatore Ferragamo (MIL:SFER) è un’azienda storica della moda italiana, un brand molto conosciuto in Italia e all’estero. È un gruppo attivo nella creazione, produzione e vendita di beni di lusso, per uomo e donna, quali: calzature, pelletteria, abbigliamento, prodotti in seta, gioielli e altri accessori.
A questi prodotti di abbigliamento si aggiungono anche profumi, occhiali e orologi, realizzati su licenza da operatori terzi.
Il business model prevede come forza vendita principale un network di negozi monomarca Salvatore Ferragamo, gestiti direttamente (DOS, che al 30 giugno 2022 erano pari a 400) o gestiti da terzi.
Il management di Salvatore Ferragamo Gruppo sottolinea l’importanza del controllo della rete distributiva, sia nel caso della citata rete di negozi monomarca direttamente gestiti (DOS), (c.d. canale retail), sia della rete di negozi e/o spazi personalizzati monomarca gestiti da terzi (TPOS), nonché attraverso un canale multimarca (complessivamente, il c.d. canale wholesale).
Cosa dicono gli indicatori fondamentali di bilancio?

Nei primi nove mesi del 2022 i risultati del Gruppo Salvatore Ferragamo hanno avuto un trend positivo, sia nei ricavi (+17,2% a cambi correnti e +12,7% a cambi costanti rispetto ai primi nove mesi del 2021) che nei margini (il margine lordo si attesta al 71,9% dei ricavi, rispetto al 67,7% dello stesso periodo dell’esercizio precedente), guidati da migliore profittabilità in tutti i canali di vendita e influenzati dal favorevole andamento dei cambi, che avvantaggia gli operatori con produzioni in Euro.
Il risultato operativo è passato da Euro 84,5 milioni dei primi nove mesi del 2021 ad Euro 113,9 milioni dei primi nove mesi del 2022, nonostante un incremento dei costi operativi, legato in parte alla crescita dei ricavi e in parte, principalmente nel corso del terzo trimestre, alle azioni che il management ha iniziato a intraprendere per l’attuazione del piano strategico.
Il risultato netto del periodo è stato un utile netto di euro 67,4 milioni, rispetto ad un utile netto di euro 39,9 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente.
Conviene comprare azioni Ferragamo in questo momento?
La quotazione di Salvatore Ferragamo registra un Ev/Ebitda di 12,2 sui risultati attesi per il 2023 e di 10,2 su quelli del 2024.
A livello valutazioni il target price medio degli analisti è di 15 euro, addirittura 14% rispetto agli attuali prezzi di mercato.
Per l’azionista di minoranza, il valore delle azioni Ferragamo emergerebbe in caso di un’operazione di M&A, considerando che nelle ultime transazioni di aziende della moda italiana, i brand storici come Ferragamo sono stati tutti state valutati attorno a 25 volte l’Ebitda e 2,5-3 volte il fatturato, valori che corrisponderebbero all’incirca ad un range di prezzo tra 30-35 delle azioni Ferragamo.
Come avevamo già scritto nel nostro ultimo articolo del novembre scorso” La famiglia Ferragamo detiene complessivamente oltre il 64% del capitale della casa di moda fiorentina e ha dichiarato che è “impegnatissima” a rafforzare il brand nel mondo e, pertanto, “non esiste” l’ipotesi che possa vendere la società. Al di là delle dichiarazioni della proprietà, il mondo della moda va sempre più verso una concentrazione dei brand e Salvatore Ferragamo è un brand molto appetibile per un grande gruppo come LVMH, Kering o Michael Kors”.
Quindi, al di là dei risultati puntuali di bilancio, riteniamo interessante comprare azioni Ferragamo in un ottica di probabile operazioni di M&A, l’unica incognita è il tempo.
Resta aggiornato sulle nostre notizie
Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui tuoi canali social attraverso i pulsati dedicati qui sotto e commenta per condividere le tue esperienze ed opinioni sull’argomento.
Per restare aggiornato sui nuovi articoli pubblicati su Word2Invest attiva le notifiche dalla campanella e iscriviti al canale Telegram di Word2Invest per ricevere breaking news e i principali appuntamenti del calendario economico.
