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Mercati Azionari: aumento della volatilità in vista dopo un periodo stagnante

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La settimana scorsa avevamo segnalato un probabile aumento della volatilità e un ampio pullback fino a 3700-3800 prima che il mercato potesse spingersi fino 4300.

Il rally degli ultimi due mesi, dal minimo di 3490 del 13 ottobre, aveva già scontato un moderato allentamento della pressione al rialzo dei tassi, ma il punto chiave rimanevano le decisioni in tema di Quantitative Tightening, perché i mercati finanziari sono come un veicolo che bisogno di benzina per far girare il motore a scoppio e la liquidità iniettata dalle banche centrali è come il pieno di carburante alla stazione di servizio.

Dopo 2 settimane in cui i mercati azionari sono rimasti sideways, è scattata la più classica delle bull trap con la falsa rottura della trendline discendente, che è culminata con lo short squeeze di martedì 13 dicembre a 4130.

Da lì è iniziato un movimento ribassista che dovrebbe rappresentare il pullback correttivo di tutto il movimento da 3490 a 4080 e il target teorico di ritracciamento si posiziona tra 3723-3867.

Sono livelli che rappresentano il ritracciamento 0,618-0,382 del rally al rialzo dal minimo del 13 ottobre.

Nel brevissimo termine il livello di 3910-3960 funge da resistenza ai possibili rimbalzi da oversold.

Abbiamo avuto un key reversal week (settimana che dopo aver superato il massimo della settimana precedente, ha chiuso sotto il minimo della settimana precedente) è indubbiamente una figura ribassista ‘cattiva’ che spingerà anche nei prossimi giorni/settimane, ma occorre fare attenzione a non diventare troppo bearish, a patto che il movimento al ribasso non rompa il supporto costituito dall’area pivot 3690-3725, per ora è presto per cantare il “de profundis” dei mercati azionari.

Al contrario, se si escludono le Megacaps tecnologiche, le valutazioni medie sono rientrate su livelli interessanti.

Analisi del trend di lungo termine: Il pattern del trend di lungo termine è il seguente: Onda A composta da un a-b-c, col minimo del 20 giugno a 3665, è stato raggiunto un target dell’onda c, pari 1,23 volte l’onda A, successiva onda B che si è concretizzata con il rialzo estivo fino a 4300.

La susseguente onda C, iniziata da livello di 4300, dovrebbe essere terminata il 13 ottobre col minimo di 3490, che era posizionato in un area pivot di lungo termine compresa tra 3350-3550.

Per convalidare questa ipotesi, è necessario che il movimento ribassista iniziato mercoledì 14 dicembre, non rompa il livello pivot di 3690-3725.

Mercati Azionari: in che stadio del trend ci troviamo?

Analisi del trend di medio termine: confermiamo l’analisi del trend di medio: struttura A-B-C: onda A da 4818 a 3665, da quel livello è scaturito il classico Bear Market Rally, l’onda B, che ha fatto registrare un +17% fino a 4320.

È ormai chiaro che il minimo di 3490 del 13 ottobre è il bottom dell’onda C partita dal massimo di agosto di 4320 dell’indice SP500.

Per i prossimi mesi è probabile una ripresa del trend di lungo termine sotto forma di un movimento diagonale finale dell’indice SP500 nel corso del 2023, che è anche il terzo anno del ciclo Presidenziale USA, quindi tradizionalmente molto positivo.

Per concretizzare questo scenario è fondamentale prima la tenuta del livello pivot di 3690-3725 e successivamente il superamento dell’area pivot 4130-4175, in tempi ragionevolmente brevi, entro la fine di gennaio 2023. I tempi devono essere ragionevolmente brevi per incorrere nell’inversione delle medie mobili di lungo termine sul chart settimanale.

Analisi del trend di brevissimo termine: Sp500 dopo aver formato un’area di top allargata di breve termine, con la fascia superiore a 4025-4085, ha rotto il livello di supporto chiave a 3910-3920 (nonché linea del collo di un testa e spalle al ribasso).

Come avevamo evidenziato la settimana scorsa dal posizionamento degli indicatori si intravedeva una piccola fase di distribuzione e il successivo movimento al ribasso rappresenterà la fase ‘viva’ della correzione, puntando verso l’area pivot 3700-3800.

Anche l’indice Nasdaq 100 si è schiantato sulle resistenze rappresentate dalla mm di lungo termine e dalla linea del trend al ribasso di medio termine, che corrono sovrapposte.

L’impostazione del trend è decisamente più ribassista di quella dell’indice SP500.

Mercati Azionari: il Sentiment di breve termine segnala ancora un eccesso di ottimismo

Il livello attuale di sentiment, come misurato dall’indicatore CNN Fear & Greed index, dopo aver toccato il livello di 69 il 30 novembre, subito dopo le parole di Powell, è ora sceso a 42, segnalando un moderato pessimismo.

È probabile che gli effetti del precedente eccesso di ottimismo si facciano ancora farsi sentire e che per far ripartire al rialzo i mercati azionari ci sia bisogno di una nuova fase di eccesso di pessimismo, con valori di questo indicatore che scendano almeno nella fascia 20-25.

Indicatore CNN Fear & Greed

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Approfondimento

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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