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Salvataggio Credit Suisse: Qatar Valuta Aumento Partecipazione

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La banca elvetica non se la sta passando molto bene, dopo i risultati del terzo trimestre 2022. Credit Suisse ha registrato negli ultimi risultati pubblicati una maxi-perdita di 4,03 miliardi di franchi, 4,06 miliardi convertiti in euro. Se si allarga l’orizzonte temporale ai nove mesi 2022, la perdita assume il valore di 5,9 miliardi contro i 435 milioni di utili conseguiti nel medesimo periodo 2021. Per il suo salvataggio, Credit Suisse vuole lanciare un aumento di capitale da 4 miliardi, il quale rientra nel suo piano di ristrutturazione aziendale, con 9.000 posti di lavoro da tagliare su scala globale, ristrutturazione della divisione investment banking e concentrazione sul business della gestione patrimoniale.

Nel Salvataggio Di Credit Suisse Vuole Entrare Anche Il Qatar

In seguito all’aumento di capitale per il suo salvataggio, Credit Suisse potrebbe veder un aumento della quota partecipativa del fondo sovrano del Qatar. Infatti, quest’ultimo starebbe pensando di investire ulteriori fondi nella banca svizzera. Se dovesse verificarsi questo scenario, una quota compresa tra il 20% e il 25% dei titoli di Credit Suisse potrebbe appartenere ad investitori mediorientali, secondo le informazioni in possesso del Financial Times. Nell’operazione di aumento di capitale, saranno coinvolte circa 20 banche e tra queste rientra la Saudi National Bank, con un impegno di acquisto pari a 307,5 milioni di nuove azioni su un totale di 462 milioni di titoli emessi. Con quest’ammontare la Saudi National Bank deterrà il 9,9% delle quote del gruppo elvetico.

Il Piano Di Salvataggio Di Credit Suisse Non Convince S&P E Moody’s

Nonostante l’azione di salvataggio attuata da Credit Suisse, le principali agenzie di rating americane ritengono che non sia abbastanza per tranquillizzare i mercati e gli operatori finanziari. Di conseguenza, azioni di declassamento sono arrivate da S&P E Moody’s. La prima ha declassato il rating del gruppo svizzero da BBB a BBB- con outlook stabile. Secondo S&P, ci sono: “rischi di esecuzione materiali in un contesto economico e di mercato in deterioramento e volatile. Le misure di ristrutturazione sono più decisive dei precedenti tentativi e hanno il potenziale per costituire una banca più semplice, più stabile e meno rischiosa. Tuttavia, vediamo rischi di esecuzione significativi data la complessità del programma pluriennale e il difficile contesto economico e di mercato, che potrebbero influire negativamente sulla velocità e sui costi del deprezzamento degli asset non core”. La risposta di Moody’s non si è fatta attendere con il declassamento del debito senior da A2 a A3 con outlook negativo. Quest’ultima ritiene che il piano di ristrutturazione sia ampiamente rischioso data la sua grandezza e complessità.

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Angelo Papale
Angelo Papale
Analista finanziario per Word2invest con una rubrica su titoli quotati sulla borsa italiana, maggiormente aziende del comparto energetico, Dottore in Economia, Finanza e Mercati con Master in Corporate Finance.

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