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Quanto è tutto nero, è il momento di comprare azioni Juventus?

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Se si ragiona in un’ottica contrarian, ora che tutto sembra nero, può sembrare opportuno comprare azioni Juventus. Vediamo se veramente è un’ipotesi fattibile sotto il profilo finanziario.

Le difficoltà di carattere sportivo della Juventus (MIL:JUVE), tra campionato e Champions League, sono state spesso tra i titoli di prima pagina sui giornali sportivi italiani (il calcio in Italia è sempre in prima pagina).

Errori del management nelle scelte tecniche della composizione della squadra (giocatori e allenatore) hanno condizionato il rendimento della squadra di football negli ultimi mesi, malgrado la campagna acquisti estiva.

L’allenatore Allegri, come sempre accade in Italia, è il probabile capro espiatorio e il mondo dei fan della Juventus, nella vita reale e nei social, lo considera addirittura privo delle competenze necessarie, come se non avesse al suo attivo 6 scudetti nel Campionato Italiano, di cui 5 proprio alla Juventus.

I problemi della Juventus non si limitano al lato sportivo, ma sono ben evidenti sotto il profilo del bilancio, sia a livello utili che stato patrimoniale.

Il rischio, abbastanza concreto, è che nel 2022 si ripetano pari pari gli stessi problemi del 2021, quando il mancato successo nel match contro il Porto e l’eliminazione agli ottavi di finale della Champions League si fece pesantemente sentire per i mancati ricavi, con riflessi negativi pesanti non solo a livello dei minori diritti televisivi, ma anche a livello sponsor e marketing.

Al momento ci si aspetta che abbia chiuso il bilancio al 30 giugno con una perdita di 250 mln di euro.

Nonostante lo Stadio di proprietà, un marchio forte e la componente del merchandising, il risultato finale di bilancio negli ultimi 4 anni è sempre stato in perdita.

Cosa dicono gli indicatori fondamentali di bilancio?

I numeri sono spaventosi e di solito “numbers don’t lie”.

A dicembre 2021 la Juventus ha dovuto effettuare un aumento di capitale di 400 mln di euro (di cui 255 mln sottoscritti da Exor) per far fronte all’esplosione dell’indebitamento dovuto sia al crollo dei ricavi causati dalla pandemia, sia per i mancati introiti di diritti televisivi dovuti all’eliminazione prematura dalla Champions League.

In precedenza, nel febbraio 2019 la società aveva dovuto lanciare prima un bond da 175 milioni, finalizzato a ristrutturare il debito, poi nel dicembre 2020 un aumento di capitale da 300 milioni di euro (sottoscritto da Exor per 191 milioni.

Il lato più negativo di questi aumenti di capitale è che sono serviti per ripianare le perdite degli ultimi anni (-19 milioni nel 2017/18 pre-Ronaldo, poi -40 nel 2018/19, -90 nel 2019/20, -113,7 nel 2020, fino alla voragine di -207 mln nel 2021).

Per l’anno fiscale 2022, che si è chiuso a giungo e di cui la società riporterà i risultati al 23/09, gli analisti prevedono ancora una perdita di 250 mln di euro.

Il dato più preoccupante sono i 255 mln di euro di free cash flow negativo, il che vuol dire che la gestione ‘industriale’ dell’azienda Juventus è disastrosa.

La perdita di Ronaldo ha creato un’ulteriore minusvalenza, malgrado la diminuzione dei costi degli ingaggi.

L’aumento di capitale della Juventus di 400 milioni di euro, effettuato a fine 2021, era servito a ridurre l’indebitamento e a ripianare le perdite, ma la nuova voragine di 250 costringerà la società ad un nuovo oneroso aumento di capitale.

Conviene comprare azioni Juventus dopo il ribasso degli ultimi mesi?

Con il rischio di un ulteriore aumento di capitale, non conviene comprare azioni Juventus in questo momento perché si rischia un forte effetto diluitivo per gli attuali azionisti di minoranza.

La Juventus necessita di una profonda ristrutturazione che porti i costi ad essere in linea con gli attuali ricavi, in modo che le risorse fornite dall’azionista di maggioranza Exor non vengano sistematicamente bruciate dal cash flow negativo.

Per andar meglio, le cose devono andar peggio, in modo da provocare un completo ricambio del management sia a livello di direzione sportiva che di direzione societaria e solo allora la ‘Vecchia Signora’ risorgerà dalle sue ceneri come un’araba fenice

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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