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La Guerra Tra Russia E Ucraina Continua, Ma Le Sanzioni Tardano Ad Arrivare, Cosa C’è Da Sapere

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La guerra tra Russia e Ucraina continua incessantemente, mentre al Parlamento Europeo ancora intoppi sul sesto pacchetto di sanzioni. Le riunioni fatte non hanno avuto esito positivo, in quanto non si riesce a sciogliere il nodo relativo alla dipendenza energetica dei Paesi dell’Est Europa. Nel dettaglio tra le sanzioni previste nel sesto pacchetto, il problema sorge sull’embargo del petrolio russo in Paesi come l’Ungheria, la Slovacchia e la Repubblica Ceca.

Uno dei problemi scaturiti

Questi Paesi si approvvigionano di “oro nero” tramite l’oleodotto Druzhba. I rifornimenti della Slovacchia dipendono interamente da questa infrastruttura. L’Ungheria si rifornisce tramite questa piattaforma per i due terzi del fabbisogno energetico. Anche altri Paesi, come la Germania e la Finlandia, si riforniscono tramite questo oleodotto, ma i Paesi dell’Est Europa non hanno sbocchi sul mare. Se l’embargo riguarda anche il trasporto mediante le petroliere, per questi Paesi, si capisce, diventa difficile soddisfare il loro fabbisogno energetico e quindi accettare questo tipo di sanzione.

I diplomatici dei diversi Stati europei continuano a lavorare incessantemente per arrivare ad un accordo tra i 27 Paesi per condannare la guerra tra Russia e Ucraina. Sempre gli stessi diplomatici hanno affermato la necessità di adottare sanzioni al più presto.

Possibile Soluzione Per I Paesi Fortemente Dipendenti Dal Petrolio Russo

Sul tavolo delle trattative vi è la possibilità di inserire una moratoria dell’embargo fino al 2024. Questa riguarderà maggiormente i Paesi più dipendenti dal petrolio russo. La maggior resistenza a questo nuovo pacchetto per arginare la guerra tra Russia e Ucraina arriva dall’Ungheria. Il Paese di Orbàn si è dimostrata unita al pensiero UE sul conflitto, ma il premier ungherese deve tener conto anche delle esigenze energetiche del proprio Paese.

Entrando nel merito delle sanzioni della Commissione Europea, il pacchetto prevede l’esclusione dal sistema di messaggeria finanziaria alcune banche russe, tra cui Sberbank. Grecia Cipro e Malta hanno opposto resistenza al provvedimento che riguarda il trasporto di petrolio russo a paesi terzi, chiedendo di poter godere anche loro di una forma di moratoria.

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Angelo Papale
Angelo Papale
Analista finanziario per Word2invest con una rubrica su titoli quotati sulla borsa italiana, maggiormente aziende del comparto energetico, Dottore in Economia, Finanza e Mercati con Master in Corporate Finance.

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