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Aggiornamento mercati finanziari U.S.A. : c’è un rischio di recessione all’orizzonte?

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Le speranze di una soluzione negoziata della guerra in Ucraina e l’eccessivo livello di short positions sui mercati finanziari U.S.A. hanno generato un massiccio movimento di recupero che ha portato l’indice SP500 a recuperare circa 500 da 4150 del minimo del 7 marzo al massimo di 4635 del 29 marzo.

Il prezzo del petrolio si è riportato nuovamente verso la soglia piscologica dei $100, dopo aver toccato i $130 all’inizio di marzo, sull’annuncio dell’embargo USA verso le forniture petrolifere russe.

Nel breve termine i mercati azionari sembrano ora piuttosto ‘toppish’, dopo il violento rimbalzo e cominciano nuovamente ad essere sensibili alle notizie negative, che sembravano tutte ormai scontare quando eravamo ai minimi di 4150 dell’indice SP500.

Bisogna tuttavia evidenziare che i mercati finanziari U.S.A. hanno ormai scontato l’effetto della guerra in Ucraina e guardano sempre di più alle prossime mosse delle FED.

I mercati ora quotano 7 rialzi dei tassi della Fed quest’anno – un nuovo record – mentre c‘è stata ultimamente un’ondata di dichiarazioni aggressive da parte dei principali membri del FOMC della Fed è continuata.

È probabile che gli effetti combinati dei rapidi cicli di rialzo dei tassi, unitamente alla riduzione del bilancio della Fed (quantitative tightening, cioè l’opposto del QE) peseranno sulle valutazioni probabilmente più di quanto è attualmente scontato in un momento in cui le stime di crescita degli utili devono essere riviste al ribasso.

Nel corso degli ultimi giorni i rendimenti dei Treasury a 2 e 10 anni si sono invertiti per la prima volta dal 2019, un’importante ‘warning’ di una recessione all’orizzonte.

Aggiornamento mercati finanziari U.S.A. l’inflazione inizia a far danni

L’ultima volta che lo spread tra  2yr e 10 yr è stato in territorio negativo risale al 2019, prima che le chiusure delle attività economiche durante la pandemia di Covid mandassero l’economia globale in una forte recessione all’inizio del 2020.

Il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso al 2,38%, mentre il rendimento del Treasury a 2 anni era al 2,46% alla chiusura dei mercati di venerdì 1° aprile.

L’inversione della curva dei rendimenti rappresenta un fatto anomalo nell’ambito dei cicli economici.

Normalmente, in un’economia in crescita, i titoli obbligazionari a lungo termine pagano tassi di interesse più alti, perché l’investimento in obbligazioni viene confrontato con il potenziale rendimento di altre asset class  come l’equity e perché deve mantenere uno spread accettabile sui tassi di inflazione attesi a medio termine (ad esempio se un titolo scade tra 10 anni, si guarda l’inflazione attesa a 5 anni).

Fonte Reuters / Datastream
Fonte Reuters / Datastream

Il verificarsi di una curva dei rendimenti invertita tra 2yr-10yr è uno degli indicatori principali più affidabili di una recessione imminente, perché l’inversione della curva ha preceduto ogni recessione dal 1956 ad oggi.

Quando cominciano ad esserci aspettative che il ciclo economico possa iniziare a rallentare (in questo causa degli aumenti dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, a causa di inflazione e riduzione del potere di acquisto dei consumatori), la pendenza al rialzo della curva dei rendimenti tende ad appiattirsi quando i tassi a breve termine aumentano e i rendimenti a lungo termine rimangono stabili o diminuiscono leggermente.

Quando i timori di un imminente arrivo di una fase di recessione, i tassi a lungo scendono sotto i tassi a breve.

Dal 1955, ci sono state 7 volte in cui la curva dei rendimenti si è invertita e l’economia è andata in recessione nei 7-24 mesi successivi.

Ad esempio, nel 2006 si è verificata l’inversione della curva dei rendimenti, perché la Fed stava aumentando i tassi di interesse a breve termine per contrastare la bolla immobiliare e l’inversione della curva dei rendimenti ha preceduto di 14 mesi il picco dello Standard & Poor’s 500 nell’ottobre 2007 e l’inizio ufficiale della recessione nel dicembre 2007 di 16 mesi.

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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