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La guerra del gas può spingere al rialzo gli ETF legati alla produzione di idrogeno e alla Hydrogen economy?

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Gli ETF legati alla c.d. Hydrogen economy, mirano a catturare il trend di forte incremento della spesa per investimenti in impianti di produzione di idrogeno e centrali elettriche ad idrogeno.

Spinta dall’emergenza climatica e dall’impegno dei paesi a raggiungere lo zero net emissions, la International Renewable Energy Agency (IRENA) stima che l’idrogeno coprirà fino al 12% del consumo energetico globale entro il 2050.

Secondo Francesco La Camera, Direttore Generale di IRENA, l’idrogeno potrebbe rivelarsi l’anello mancante per arrivare ad un futuro energetico più rispettoso del clima, dal momento che l’idrogeno verde può emergere come un punto di svolta per raggiungere la neutralità climatica senza compromettere la crescita industriale e lo sviluppo sociale.

Il rapporto dell’Irena ritiene che negli anni del decennio 2020-2030  vedranno principalmente  una grande corsa per la leadership tecnologica, mentre la domanda dovrebbe decollare solo a metà degli anni ’30.

A quel punto, l’idrogeno verde competerà in termini di costi con l’idrogeno dei combustibili fossili a livello globale, pronto ad accadere anche prima in paesi come Cina, Brasile e India.

In Europa, a causa del picco dei prezzi del gas naturale del 2022, dovuto all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, l’idrogeno verde sarebbe già ampiamente competitivo dal punto di vista economico.

È probabile che la ristrutturazione dei gasdotti possa far aumentare ulteriormente la domanda e facilitare il commercio di idrogeno.

I produttori di elettrolizzatori per produrre Idrogeno verde hanno consegnato impianti per 458 megawatt nel 2021 e si prevede che le spedizioni potranno aumentare a oltre quattro volte questo importo  nel 2022,  arrivando a 1,8-2,5 gigawatt.

La Cina rappresenterà il 62-66% della domanda totale, guidata da imprese statali che debbono rispettare gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione stabiliti dal Governo cinese.

È probabile che l’industria pesante (acciaio, ammoniaca, metanolo, prodotti chimici e raffinazione del petrolio) possa essere l’utilizzatore finale dominante per l’idrogeno, nell’ottica di raggiungere la zero net emissions entro il 2050.

Le due tecnologie che stanno emergendo per produrre idrogeno verde sono l’elettrolisi alcalina e la membrana a scambio protonico (PEM).

Si prevede che i prodotti alcalini mantengano per ora una quota dominante nel mercato globale degli elettrolizzatori nel 2022, rappresentando il 75-78% delle spedizioni.

Questo perché l’elettrolisi alcalina è più economica e più adatta a progetti su larga scala, molti dei quali inizieranno la costruzione nel 2022.

Può essere interessante in questo momento investire in ETF legati alla Hydrogen Economy?

Gli ETF legati alla Hydrogen Economy potrebbero beneficiare della nuova situazione geopolitica in Europa, destinata probabilmente anche a determinare un lungo periodo di guerra fredda.

In Europa ci sono stati ritardi perché si è atteso il supporto politico e le nuove normative prima di procedere con i piani di sviluppo per le centrali ad Idrogeno, ma la nuova situazione geopolitica determinata dall’invasione dell’Ucraina potrebbe portare ad un’accelerazione degli investimenti in centrali elettriche ad Idrogeno.

I progetti annunciati inizieranno finalmente la costruzione nel 2022, grazie ad un’ondata di finanziamenti dell’Unione Europea e ai fondi PNRR.

Approfittando dell’accresciuto interesse degli investitori, almeno quattro società di idrogeno intendono quotarsi in borsa nel 2022.

Tra queste, il produttore italiano di apparecchiature per elettrolisi Industrie De Nora S.p.A., che sta valutando un’offerta pubblica iniziale (IPO) alla Borsa di Milano, e il produttore di combustibili sintetici a base di idrogeno eCombustible Energy LLC, che mira a quotarsi in borsa tramite una fusione con una SPAC.

In quest’ottica e in funzione di un rinnovato interesse per l’idrogeno come energia essenziale per l’obiettivo di zero net emissions , può essere interessante investire in ETF legati alla Hydrogen Economy come L&G Hydrogen Economy ISIN IE00BMYDM794 e Vaneck Hydrogen Economy ISIN IE00BMDH1538.

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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