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Venti di guerra: quale potrebbe essere l’impatto della probabile guerra in Ucraina sui mercati azionari?

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Robert Mitchum era il protagonista di Venti di Guerra, un famoso sceneggiato, noto soprattutto a quelli della mia età.

Il protagonista attuale dei venti di guerra che impauriscono i mercati azionari è invece Vladimir Putin, da molti soprannominato Putler, per le analogie tra la situazione attuale e l’Anschluss e l’invasione dei Sudeti da parte di Hitler nel 1938.

Ultimamente, la forte probabilità che la Russia possa invadere l’Ucraina ha fatto scendere i mercati azionari, per i rischi che la mossa di Putin possa trascinare indirettamente in guerra anche la NATO.

Questo si andrebbe a sommare alla possibilità già latente di conflitto armato tra gli Stati Uniti, Israele e Emirati Arabi del Golfo contro l’Iran (che tra l’altro è un alleato storico della Russia).

Cerchiamo innanzitutto di capire in che modo le guerre possano avere un impatto significativo sull’economia e sui mercati azionari.

La storia insegna che sono diversi i fattori che possono avere impatto sui mercati azionari: il risultato dipende da vari fattori, che vanno dall’importanza dell’area geografica, all’impatto sulle materie prime e sull’industria, dalla durata della guerra e da quanto essa impatta sulla spesa pubblica.

Il dato di fatto che emerge però da un’analisi più dettagliata, è che una crescente probabilità di guerra di solito fa  abbassare i prezzi delle azioni, mentre lo scoppio della guerra stessa, dopo pochi giorni, fa aumentare i prezzi delle azioni. “Buy on the sound of the cannon, sell on the sound of the trumpet.”  Come diceva  Nathan Rothschild.

Venti di guerra: può essere opportuno comprare il mercato azionario USA in caso di invasione Russa dell’Ucraina?

Negli ultimi anni i mercati azionari USA hanno in gran parte ignorato i recenti conflitti legati al Medio Oriente (a parte la distruzione della raffineria di Aramco) e all’Iran.

Tuttavia un’invasione Russa dell’Ucraina, che coinvolgesse indirettamente nel conflitto anche alleati della NATO, potrebbe questa volta avere un impatto più importante, soprattutto per la probabile volatilità dei mercati delle materie prime energetiche, poiché la Russia è uno dei principali Paesi produttori di petrolio greggio e i suoi gasdotti alimentano la maggior parte dei Paesi dell’Europa Occidentale.

Sul fronte finanziario un blocco dell’utilizzo alla Russia del circuito di pagamenti internazionali SWIFT potrebbe avere un effetto destabilizzante nel tempo, non solo momentaneamente.

Quindi nei prossimi giorni è probabile un’accentuazione della volatilità ed una discesa dei mercati azionari, che però raggiungerebbero velocemente un bottom importante (i livelli più probabili sono attorno a 4000 per l’indice SP500 e 440 per l’indice Stoxx 600) immediatamente dopo lo scoppio del conflitto.

L’oro invece potrebbe iniziare un nuovo trend al rialzo e continuare ad essere interessante anche dopo lo scoppio del conflitto, perché gli effetti delle sanzioni finanziarie e blocco del circuito SWIFT alla Russia sarebbero più durature.

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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