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Quali scenari si possono delineare sulle obbligazioni e titoli di stato U.S.A. dopo i livelli record dell’inflazione?

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I dati di giovedì 10/02 sulla crescita record dell’inflazione negli U.S.A. hanno destato grande preoccupazione e fatto scendere le obbligazioni.

L’inflazione è un virus molto pericoloso per le obbligazioni, perché gli investitori sono impattati negativamente dai tassi reali negativi.

Le più penalizzate, a causa della loro duration sono naturalmente le obbligazioni a lungo termine, che dopo i dati del CPI di giovedì 10/02 sono rotolate giù di un punto, arrivando a perdere 14 punti percentuali da inizio dicembre 2021 ad oggi.

Fonte US bureau of Labor Statistics
Fonte US Bureau of Labor Statistics

Non molto meglio sono andati i Btp a 10 anni, che, malgrado la riconferma di Draghi e Mattarella nei rispettivi ruoli, sono scesi di 10 punti percentuali negli ultimi 2 mesi.

I tassi salgono per i timori di inflazione e conseguentemente le obbligazioni/titoli di stato a lungo termine scendono pesantemente.

Questo fenomeno avviene perché ogni rialzo dei tassi di 1% corrisponde ad una perdita di circa 6 punti sulle obbligazioni/titoli di stato a 10 anni.

È un semplice calcolo matematico perché la duration (vale a dire la scadenza media dei flussi di cassa attesi) è pari a 6.

Bisogna però fare un distinguo tra la discesa dei prezzi delle obbligazioni/titoli di stato e l’incremento del loro tasso, perché in realtà sulle obbligazioni/titoli di stato a 10 anni, i tassi salgono molto più lentamente che sulle corrispondenti obbligazioni/titoli di stato a 5 anni.

Questo fenomeno si chiama appiattimento della curva dei rendimenti, che quando avviene in fase di rialzo dei tassi prende la denominazione di ‘bear flattening’ per usare la terminologia anglosassone.

Perché si verifica un fenomeno simile? Non bisogna farsi ingannare dal tasso di inflazione puntuale (il 7,5% negli ultimi 12 mesi), perché quello è un dato passato, mentre i mercati tendono a scontare i dati futuri.

Bisogna invece guardare al tasso di inflazione atteso a 5 anni, che è l’emivita di un’obbligazione/titolo di stato usa a 10 anni.

Proprio venerdì 11/02 sono usciti i dati sull’inflazione prevista a 5 anni, calcolati dall’Università del Michigan, che stima al 3,1% l’inflazione attesa a 5 anni.

È un dato molto alto che sembra essere negativo soprattutto per le obbligazioni/titoli di stato a lungo termine (10+ nell’accezione comune), ma in realtà penalizza molto di più le obbligazioni/titoli di stato a 5 anni perché, di fatto, il mercato teme che da qui ai prossimi 5 anni non riescano minimamente a battere l’inflazione, che dal 7,5% puntuale degli ultimi 12 mesi passerebbe al 3,1% ad inizio 2027 (calcolata sui 12 mesi antecedenti).

Può essere interessante in questo momento comprare obbligazioni/titoli di stato U.S.A. con scadenze a lungo termine?

I parametri con cui si possono valutare le obbligazioni/titoli di stato sono essenzialmente due: l’inflazione attesa e la crescita economica attesa.

Nel primo caso lo scenario per le obbligazioni/titoli di stato U.S.A. è ancora molto negativo, almeno fino a quando il loro rendimento non raggiungerà il 3%, cioè il livello di inflazione attesa a 5 anni (che ricordo è l’emivita delle obbligazioni a 10 anni).

Sul fronte della crescita economica attesa invece, se il mercato dovesse cominciare a scommettere che la sommatoria dei vari headwinds (inflazione, rialzo dei tassi e riduzione  a zero del QE della FED, probabile guerra Russia-Ucraina e altre tensioni geopolitiche) possa essere tale da rallentare l’economia U.S.A. a partire già dal secondo semestre 2022, allora si potrebbe profilare all’orizzonte uno scenario favorevole per le obbligazioni/titoli di stato a lunga scadenza.

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Roberto Contini
Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking

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