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La crescita dell’indice VIX fa paura? Cerchiamo di capire cosa significa in questo momento

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L’indice VIX è un indice esistente dal 1993, che ha l’obiettivo di misurare la ‘paura’ attraverso la volatilità implicita delle opzioni, più alto è il VIX, più forte la percezione del rischio di ribasso, cioè la ‘paura’.

Questo perché quando prevale la paura di un forte calo nel livello dei prezzi, c‘è una forte richiesta di opzioni put, per coprirsi da futuri ribassi.

Gli acquisti di Put determinano un aumento della volatilità implicita, che si riflette in un aumento del valore dell’indice VIX. Il livello di 25-30 del VIX rappresenta tradizionalmente il livello critico al di sopra del quale prevale uno scenario di maggiore volatilità determinato dal ribasso dei mercati azionari.

Un altro modo per misurare la paura, il sentiment negativo degli operatori di Wall Street e degli investitori retail è l’indicatore di sentiment CNN Fear & Greed index

Il calcolo dell’indicatore di sentiment CNN Fear & Greed Index è la media di 7 indicatori, tra i quali anche il VIX, lo spread sui Junk bonds, il put/call ratio.

Come si vede dai 2 grafici precedenti, entrambi gli indicatori di volatilità, VIX e CNN Fear & Greed Index sono in questo momento in un territorio neutro.

Grosso bivio per il mercato azionario statunitense

Questo è dovuto al fatto che il mercato azionario USA si trova ad un bivio tra continuazione del rialzo e inizio di correzione più ampia, determinata da una forte presa di profitto sui titoli tecnologici, come si può vedere dall’andamento dell’indice Nasdaq100

Il livello chiave è l’area 15400-15500 dell’indice Nasdaq100 e una rottura al ribasso di questi livelli determinerebbe un forte incremento della volatilità, facendo entrare il VIX in un territorio che segnalerebbe un aumento del rischio di ribasso a medio termine.

Come abbiamo indicato in precedenza, il superamento della soglia di 25-30 del VIX è considerato un livello di allarme importante.

L’andamento dei prezzi della settimana entrante sarà quindi un test di rilievo per le prospettive degli indici azionari USA (e di conseguenza mondiali, vista l’importanza di Wall Street), che potrebbe condizionare l’andamento di tutto il mese di gennaio e dell’inizio di febbraio.

In un’ottica di money management diventa importante mantenere un buon livello di cash per approfittare di questa volatilità.

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Roberto Contini
Operante nel settore investimenti da più di 30 anni, socio fondatore della Società Italiana di Analisi Tecnica, affiliata all’IFTA dal 1988, ha ricoperto ruoli da analista tecnico e fondamentale in Italia e all’estero ed è stato per 15 anni Responsabile Investimenti prima e successivamente Responsabile Area Advisory in Banca Intermobiliare d’Investimenti e Gestioni (BIM). Skills : Asset allocation, analisi tecnica e fondamentale, Macro View, stock picking
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