Foodtech: un settore che non teme la crisi

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Nonostante la pandemia e gli ultimi anni di crisi che hanno condizionato buona parte delle economie mondiali il settore Foodtech, il variopinto universo che lega la tecnologia al cibo, non conosce ostacoli con i suoi 65 miliardi di investimenti negli ultimi dieci anni ed una crescita esponenziale annua del 42%.

A livello globale, ed in soli 10 anni di vita, resta uno dei settori più interessanti e dinamici per opportunità di investimenti con più di 5348 imprese e 4500 operatori, basta pensare che solamente nel 2020 sono stati investiti 17 miliardi di euro.

La nuova nicchia di mercato Foodtech, nasce prevalentemente dall’unione di due grandi settori: il settore “Food”, il quale negli ultimi anni sta letteralmente conquistando la scena internazionale, grazie al continuo interessamento, in larga scala, verso i prodotti tipici, biologici e a chilometro zero, ma soprattutto per la domanda in forte ascesa del food delivery; ed il settore “Tech”, ovvero il settore tecnologico anch’essa in continua evoluzione grazie alle tante start up nate negli ultimi anni.

I punti di forza di questo nuovo settore sono tutte le tecnologie digitali innovative per la produzione, conservazione, lavorazione, confezionamento, controllo e di distribuzione del cibo.

I settori del Foodtech

In particolare, la gamma di settori contemplati nel mondo Foodtech sono:

–      Agritech: questo settore comprende tutte le startup incentrate sull’agricoltura, le quali hanno come obiettivo principale il miglioramento della produzione agricola mediante l’uso di software di gestione, sensori e droni.

–      Foodscience: in questo settore rientrano tutte le startup intente allo sviluppo di nuovi prodotti alimentari atte al miglioramento della trasparenza, della salute e dell’attenzione all’ambiente.

–      Delivery & Retail: in questo settore rientrano tutte le startup presenti nell’e-commerce del settore alimentare; le quali perseguono obiettivi: dal miglioramento dell’esperienza dell’acquirente nei negozi, alla consegna a domicilio, ai pasti al ristorante.

–      Foodservice: in questo settore rientrano tutte le startup il cui obiettivo principale consiste nel rivoluzionare l’industria della ristorazione, mettendo in relazione i ristoranti e clienti con chef locali, atte alla creazione di nuove esperienze.

Un altra categoria presente nel variegato mondo del Foodtech, che negli ultimi mesi sta facendo passi da gigante è il “Next-gen Food & Drinks”, la quale include tutte le tipologie di ingredienti alternativi, come la carne a base vegetale, prodotti a base di insetti, prodotti e base di funghi, cibi e bevande funzionali e sostituti dei pasti; in particolare questa nuova categoria ha avuto un grande successo soprattutto grazie al settore delle proteine alternative le quali hanno registrato un investimento solo nel 2020 investimenti per 2,4 miliardi di euro.

Tra i paesi dove maggiormente questo nuovo settore è florido, troviamo ai primi posti gli Stati Uniti ed il Canada, dove si concentra ben oltre la metà delle nuove start up, con 34 miliardi di risorse impiegate nell’ultimo decennio e con 1300 nuove realtà industriali; a seguire l’Europa, con 14,3 miliardi e l’Asia con poco più di 13 miliardi.

Per quanto riguarda le aree a maggiore concentrazione di aziende del Foodtech, in vetta abbiamo la Silicon Valley, Londra e Israele; mentre per quanto riguarda i nuovi insediamenti si registrano diverse hub a Singapore, Parigi e Berlino.

Per quanto riguarda l’Italia, anche se ci sono diversi eventi internazionali riguardanti il Foodtech, che attirano curiosi ed addetti al settore già che hanno il proprio business, come ad esempio lo “StartupBootCamp Foodtech” e il “Foodtech Accelerator di Deloitte”; purtroppo questa nicchia di mercato ha ancora poco appeal, le nuove start up italiane se paragonate a quelle straniere detengono una percentuale molto bassa.

In particolare il mercato resta ancora sbilanciato sul food piuttosto che sul tech, dove quest’ultimo ancora deve essere preso in considerazione dai neo imprenditori che si affacciano in questa nicchia di mercato, come una nuova forma di business da collegare al primo.

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Giancarlo Della Pietà
Laureato in economia del commercio internazionale e dei mercati valutari presso dal 2012 è Chief Technical Analyst & Currency Strategist di TeleTrade Italia. È specializzato nello studio dei livelli di Fibonacci in maniera non convenzionale, nello studio dei Pattern Armonici e nella teoria delle Onde di Elliott.
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