Le scadenze erariali e l’acconto IVA del 28 dicembre 2020

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Il 27 dicembre 2020 è il giorno di scadenza naturale dell’acconto Iva che quest’anno cade di domenica, per cui il pagamento è posticipato a lunedì 28 dicembre 2020.

A chi tocca pagarlo e come si calcola?

Per comprenderlo ricordiamo brevemente cos’è l’Iva e quali sono i suoi obiettivi.

L’imposta sul valore aggiunto è un’imposta indiretta, ovvero che colpisce i consumi, è plurifase, in quanto si applica in ogni fase del processo produttivo-distributivo, ed è proporzionale, essendo espressa in aliquote predefinite e distinte in base al bene o servizio colpito.

Le aliquote italiane sono quattro:
– 4% è l’aliquota minima prevista per i beni di primari necessità e le materie prime, tra cui frutta, verdura, olio, latte e derivati, farine, cereali;
– 5% è la neonata aliquota ridotta prevista per l’acquisto di piantine aromatiche, i servizi di trasporto urbano delle persone, tartufi;
– 10% è l’aliquota ridotta prevista per animali da allevamento, carne, pesce e loro derivati, servizi alberghieri e di somministrazione;
– 22% è l’aliquota ordinaria prevista per beni o servizi non compresi nelle precedenti fattispecie.

Quando è stata introdotta l’IVA?

L’imposta è stata introdotta da una direttiva di matrice comunitaria in seguito alla riforma tributaria del 1967, poi recepita dal sistema normativo italiano con il D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, rendendo quindi inefficace la precedente IGE (Imposta Generale sull’Entrata).

Il motivo principale della sua introduzione è l’armonizzazione normativa del mercato unico europeo, evitando così meccanismi di discriminazione tra prodotti nazionali e prodotti importati/esportati tra i paesi membri.

Il soggetto passivo della norma è formalmente il consumatore finale, ma sostanzialmente si configura nelle attività economiche, che incassano l’Iva per conto dell’erario nel momento della vendita al consumatore finale e poi la versano, nelle scadenze fiscalmente previste, all’erario stesso.

In Italia la liquidazione Iva ha cadenza mensile o trimestrale a seconda del volume d’affari risultante dall’anno precedente nonché del tipo di attività esercitata.

Nello specifico, le attività commerciali che non superano un ammontare del fatturato di € 700’000,00 insieme alle attività di servizi che non superano la soglia di €400’000,00, possono pagare il debito Iva con cadenza trimestrale, effettuando il pagamento entro il giorno 16 del mese successivo al trimestre.

Le scadenze fisse sono quindi il 16 maggio per il I trimestre, il 20 agosto per il II trimestre, il 16 novembre per il III trimestre ed il 16 marzo dell’anno successivo per la dichiarazione annuale.

La scadenza dell’acconto IVA

Un’ulteriore scadenza tutta italiana è l’acconto Iva del 27 dicembre.

A pagare l’acconto non sono tutti i contribuenti, ma solo coloro risultati debitori verso l’erario nella liquidazione annuale del 2019. L’acconto può essere calcolato con tre metodi: il metodo storico, il metodo previsionale, il metodo analitico.

I tre metodi

  • Il metodo storico prevede che si prenda come base di calcolo l’intero debito Iva risultante dal quarto trimestre 2019 (ovvero il saldo versato il 16/03/20 al lordo dell’eventuale acconto versato il 27/12/19), su questa base calcoliamo l’88% come acconto da pagare.
  • Il metodo previsionale è quello meno utilizzato a causa della sua ridotta accuratezza, dovuta ad una base di calcolo dell’acconto solo stimata e non risultante da conteggi attendibili.

Questa base deriverebbe da una previsione delle operazioni che si ritiene di effettuare entro il 31 dicembre, di cui si versa l’88% come acconto Iva.

  • Il metodo analitico, infine, è quello più preciso e certo in quanto prevede un versamento del 100% del debito Iva risultante dalla liquidazione straordinaria calcolata sul periodo 1 ottobre – 20 dicembre dell’anno corrente.

Il debito Iva va versato dal contribuente solo se l’importo è maggiore della soglia minima di € 103,29.

Al di sotto della quale invece il pagamento è rimandato per intero al IV trimestre 2020.

Ovviamente l’acconto Iva ora versato è da decurtare al saldo che risulterà nel IV trimestre 2020 il prossimo 16 marzo.

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Anna Maria Crispino
Sono laureanda in Management e Governance all'Università degli studi di Siena, laureata in Economia e Commercio all'Università degli studi della Campania e tirocinante nello Studio commerciale di famiglia. I miei studi sono improntanti su materie giuridiche, ragionieristiche, manageriali, di direzione e controllo aziendale. La mia esperienza lavorativa ed i miei interessi sono rivolti per lo più a materie di attualità economica, fiscale, del lavoro, con possibilità di analisi degli effetti sulle piccole realtà economiche.
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