Indice di redditività aziendale: ROE

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Il ROE, acronimo di Return on Equity (Ritorno sul capitale), rappresenta la redditività del capitale proprio. È uno degli indici più utilizzati dagli analisti per confrontare le prestazioni dell’azienda rispetto alle aziende del medesimo settore.

Viene anche utilizzato per confrontare il rendimento dell’investimento nel capitale della società con i cosiddetti “rendimenti alternativi”. Essi sono i rendimenti derivanti da investimenti “privi di rischio” come i titoli di stato, depositi bancari ecc.

L’investimento nel capitale di una società dovrebbe remunerare maggiormente rispetto ad un attività priva di rischio, quindi avere un ”premio” per il maggior rischio che si sta affrontando. Questo premio può essere calcolato mediante la differenza tra il ROE ed il rendimento dell’attività priva di rischio (Titolo di Stato decennale).

Calcolo ROE

Il ROE può essere calcolato semplicemente facendo questo rapporto:

In cui RN rappresenta l’utile d’esercizio, mentre MP rappresenta i mezzi propri ovvero il patrimonio netto. In realtà sarebbe meglio, al denominatore, fare una media dei mezzi propri tra due anni. L’intento è quello di tener conto dell’eventuale variazione del patrimonio netto che si potrebbe verificare tra un anno e l’altro. Andando ad indagare più a fondo, si può scomporre il ROE in:

Il ROI rappresenta la redditività di tutto il capitale investito nell’azienda, indipendentemente da quale sia la fonte. Si ottiene rapportando il risultato operativo al totale attivo.

Il Leverage ci indica la parte dell’attivo coperta mediante i mezzi propri e, indirettamente, la parte coperta dai mezzi di terzi (debiti essenzialmente).

Mentre la sigla I.G.N.C. sta a significare Incidenza Gestione Non Caratteristica. Si calcola facendo il rapporto tra l’utile d’esercizio ed il risultato operativo. Con questo ultimo rapporto andiamo a vedere quanto le gestioni finanziaria e straordinaria vanno ad incidere sul risultato finale.

Limiti

Sembra che il ROE possa risolvere tutti i problemi interpretativi circa la redditività del capitale proprio e le scelte d’investimento. In realtà anche questo indicatore presenta dei limiti.

Il primo limite è rappresentato dall’indebitamento. Il ROE può anche essere molto elevato, ma bisogna vedere se questo valore dipenda dall’impiego dei mezzi propri dell’azienda. Se dipende dall’eccessivo indebitamento, il ROE è non espressivo della redditività aziendale.

Il secondo limite del ROE è che non tiene conto delle svalutazioni e delle operazioni di buyback. Queste operazioni, che si traducono in minor guadagni, manifesteranno i loro effetti solo nell’esercizio successivo, mentre il denominatore del capitale proprio diminuirà e causerà un aumento fittizio del ROE.

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Angelo Papale
Analista finanziario per Word2invest con una rubrica su titoli quotati sulla borsa italiana, maggiormente aziende del comparto energetico, Dottore in Economia, Finanza e Mercati con Master in Corporate Finance.
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